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Italia > Emergenza

Coronavirus, 7,5 miliardi di euro per il lavoro

di Angela Grassi

- Fonte: Città Nuova

Smart working semplificato per tutti, pubblica amministrazione compresa. Ripristino bonus babysitter, allargamento della cassa integrazione. Primi interventi urgenti per arginare la diffusione del coronavirus

AP Photo/Francisco Seco

Ormai è ufficiale: lo smart working semplicato è applicabile su tutto il territorio nazionale e non solo nelle aeree più a rischio contagio covid-19. A deciderlo il Decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020 confermato dal Dpcm 4 marzo 2020.

Anche le modalità sono smart e cioè non è necessario l’accordo individuale, l’informativa sulla sicurezza può arrivare via mail secondo quanto indicato dall’Inail.

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In più per i lavoratori del pubblico impiego la modalità di lavoro agile da semplice misura sperimentale passa ad essere operativa a regime. Pertanto, come delineato dalla circolare n. 1/2020 dei Ministero della funzione pubblica, «è superato il regime sperimentale dell’obbligo per le amministrazioni di adottare misure organizzative per il ricorso a nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa con la conseguenza che la misura opera a regime».

La conciliazione dei tempi di vita e lavoro al tempo del coronavirus sembra diventata ancora più un imperativo soprattutto per quelle famiglie che si trovano a fare i conti con i figli piccoli a casa da scuola e da qualsiasi attività ludico-ricreativa o sportiva pomeridiana almeno fino al 15 marzo prossimo.

Per tale motivo, come anche invocato da più parti, il ripristino del bonus baby sitter (un massimo di 600 euro mensili) e l’estensione del congedo parentale straordinario anche per chi ne ha già usufruito (10 mesi per i figli fino a 12 anni per un genitore, mentre l’altro è al lavoro) sono in arrivo come promesso dalla ministra per la Famiglia Elena Bonetti che ha affermato che tali misure sono utili per non gravare sui nonni che già svolgono un importante ruolo di welfare, ma che non si devono ammalare.

Anche per le aziende l’ultimo decreto prevede il ricorso alla Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd) o al Fis per le realtà produttive che non hanno i requisiti per accedere alla Cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Misure tuttavia che sono da implementare dato che l’emergenza non è solo sanitaria ma anche economica.

Infatti, a sostegno di famiglie, lavoratori, imprese colpiti in vario modo dall’emergenza coronavirus, è stato sottoposto al vaglio parlamentare da parte del Governo lo stanziamento di 7 miliardi e mezzo di euro, perché, come ha detto il ministro dell’economia Roberto Gualtieri, «nessuno deve perdere il lavoro».

Riproduzione riservata ©

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