Il coraggio di “guarire il mondo”

Le catechesi del papa ci interrogano sulle “malattie” del nostro sistema economico e sociale.
Fabio Ferrari/LaPresse

Queste settimane vediamo all’ingresso di scuole, università e posti di lavoro scene da film. Tutti mascherati, politiche ferree di ingresso ad ogni spazio chiuso, turni al lavoro, termometri e formulari da compilare ad ogni porta. Non ci si tocca più. Il traffico è tornato nelle grandi città; i giorni di strade deserte e silenziose ci sembrano lontani. Non vedevamo l’ora di tornare alla “nuova normalità”, di voltare pagina e di riprendere in mano la “nostra” vita, o almeno di far finta che potevamo farlo.

Senza rendercene conto, forse vogliamo seppellire nella nostra memoria i brividi che tutti abbiamo sperimentato il 27 marzo sera, quando tutto il mondo si è unito intorno a papa Francesco che pregava da piazza San Pietro, così vuota. La pandemia ha smascherato la nostra vulnerabilità, e abbiamo capito come mai prima che in questa barca ci siamo tutti, perché tutto è interconnesso. In tanti abbiamo seguito le omelie giornaliere del papa a Santa Marta, ci siamo fatti un po’ di domande e ci siamo ripromessi che da questa crisi non ne saremmo usciti come prima. Invece eccoci qua, riprendiamo in mano le nostre agende e ritmi frenetici, impegnati nell’andare avanti e dimenticare (forse) la paura che abbiamo sperimentato.

Ma nuovamente il santo padre ci invita a fermarci, e a pensare. Dal 5 agosto al 23 settembre ha tenuto una serie di catechesi intitolate “Guarire il mondo”. In esse spiega come l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo abbia messo in evidenza altre “malattie” del nostro sistema economico e sociale, segnato da ingiustizia sociale, diseguaglianze e disprezzo per la cura dell’ambiente. Insiste nel fatto che dalle crisi non si può uscire uguali: o si esce migliori o si esce peggiori. E quindi ci invita a guardare l’oggi e il domani con fede, speranza e carità, utilizzando i principi della Dottrina sociale della Chiesa come bussola concreta per “guarire il mondo”.

Le catechesi sono una diagnosi lucida della situazione che stiamo vivendo, una guida concreta per l’esame di coscienza e per l’azione personale, familiare e comunitaria. La domanda è: avremo il coraggio di lasciarci interpellare seriamente?

Marta Rodriguez è coordinatrice dell’Istituto di Studi Superiori sulla donna e membro del Comitato editoriale di “Donna Chiesa Mondo”.

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