Coppelia da fumetto

Una Coppelia nuova di zecca. Strizza l’occhio al varietà televisivo, al musical e al fumetto dentro atmosfere anni Sessanta. La rivisitazione della compagnia di danza CMP della bambola meccanica – raccontata da Hoffman e nota per il celebre balletto ottocentesco musicato da Délibes – s’impone per fantasia, invenzione, divertimento. Dopo la storica versione di Petit; quella dell’illusione cinematografica di Amodio; e quella gotica di Bigonzetti in puro stile contemporaneo, questa moderna Coppelia ha tutte le carte in regola per entrare nella lista delle più originali riletture dei balletti romantici; e potrebbe, con qualche aggiunta di ballerini e di ulteriori sviluppi coreografici, reggere un’intera serata nei teatri d’opera. La lode va ad un team creativo tra i migliori della danza contemporanea italiana: i coreografi e danzatori Federica Mastrangeli e Michele Pogliani, e il musicista Paolo Demitry autore dell’effervescente partitura. Ambientato sullo sfondo della City newyorkese, lo spettacolo si apre e si chiude con Coppelia, chitarra in mano, intenta a cantarci la sua vicenda che scorre come in un flashback. Starlet coloratissima e vamp d’alta moda, la bambola- automa vive grazie al suo creatore Coppelius, non più mago-alchimista ma uno stilista d’oggi in cerca della donna ideale da vestire. I sette danzatori scivolano sulla musica e sui ritmi con freschezza, spirito e arguzia, restituendoci un ironico affresco del mondo dell’esteriorità e dell’illusione. Al Vascello di Roma e il 17/7 al Festival “La Versiliana”.

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