Contagi: discoteche “off limits”

In Italia risale l’indice dei contagi. Il governo decide alcuni provvedimenti e vieta i balli nelle discoteche. I dati controversi tra un’estate ancora in piena crisi, la leggera ripresa del turismo, le polemiche sugli assembramenti e gli interrogativi ancora aperti sulla riapertura delle scuole

Contagi. Da oggi discoteche off limits. È uno dei primi provvedimenti della “fase 3”, quella che tutti abbiamo immaginato sempre più lontana dal coronavirus. Non sarà più possibile ballare ammassati nei luoghi della movida. Nei posti di ritrovo, al chiuso ed all’aperto, quando non si riuscirà a garantire il distanziamento, bisognerà sempre indossare la mascherina, almeno dalle 18 alle 6 del mattino.

L’estate più controversa degli ultimi anni vive i suoi giorni cruciali, il turismo è in ripresa, le spiagge sono affollate. È un turismo diverso, che fa registrare un numero inferiore di stranieri e molto turismo nostrano, che vede numeri decisamente in perdita per alberghi e ristoranti. Non fanno eccezione le città d’arte, i luoghi simbolo. E aumenta il turismo mordi e fuggi, quello di in fine settimana fuori sede i poco più.

Manca meno di un mese all’apertura delle scuole, un appuntamento su cui il governo nazionale ha puntato con decisione. Ma i dati degli ultimi giorni ci restituiscono l’immagine di un’Italia che oscilla tra la voglia di una ripresa difficile ed una quotidianità che sembra aver dimenticato troppo in fretta i giorni del lockdown ed i 35.000 morti che ci siamo lasciati alle spalle.

Assembramenti nelle spiagge, nelle discoteche, nei luoghi di ritrovo, vacanze all’estero e viaggi su autobus, treni, aerei, dove ormai tutti i posti a sedere potranno essere occupati. E, cosa inevitabile, con la ripresa dei contatti, con la mascherina sempre più lontana, con molti comportamenti a rischio, riprendono i contagi.

I dati degli ultimi giorni riportano al mese di maggio, quando ancora si era nel pieno della pandemia. Ma riporta soprattutto alcune regioni a indici di contagio molto alti. Il più alto è proprio in Sicilia, tra le regioni che meglio avevano retto nella prima fase del coronavirus, riuscendo a contenere la diffusione del virus. In agosto, complici i rientri dall’estero di giovani e famiglie in vacanza, complice la presenza di turisti provenienti da Paesi a rischio, i contagi sono ripresi. Il numero assoluto tiene conto anche dell’arrivo di alcuni migranti positivi, rinchiusi però nei centri di accoglienza e senza possibilità di contatto con gli altri, almeno finché non si sono negativizzati. Gli immigrati non vanno nelle spiagge e nelle discoteche, non accendono i falò di ferragosto. I contagi sono in aumento anche in Veneto, mentre la Lombardia continua a mantenersi, come sempre, nei piani alti della classifica. Fanno eccezione solo Valle d’Aosta, Basilicata e Molise: in queste tre piccole regioni, non ci sono nuovi casi.

Dal 17 agosto, dunque, stop agli assembramenti musicali ed alle danze. I gestori delle discoteche protestano, si sentono il capro espiatorio, perché gli assembramenti non sono solo in discoteca. Lamentano un danno complessivo di 4 milioni di euro e la perdita di numerosi posti di lavoro. Il governo ha risposto spiegando che il provvedimento è inevitabile per evitare di vanificare i risultati ottenuti con la chiusura di marzo ed aprile. I ministri Roberto Speranza e Stefano Patuanelli lo hanno detto a chiare lettere. Ma se dal 17 agosto «si fermano le danze» non si elimina il rischio che si moltiplichino le serate danzanti alternative, organizzate in maniera ancor più incontrollata dagli stessi giovani: una sorta di «fai ad te» che potrebbe avere effetti devastanti.

I dati di questi giorni mettono a rischio anche la riapertura delle scuole, già fissata per il 14 settembre. Se il numero dei contagi non diminuirà, le scuole potrebbero non riaprire.

Il 19 si terrà la riunione del Comitato Tecnico Scientifico (Cts), che si occuperà della riapertura delle scuole. L’attesa è alta e l’impressione è che il Cts voglia imporre regole severe e che non sia disposto a derogare sul distanziamento. Il distanziamento sarà garantito dai nuovi banchi monoposto, ma potrebbe non bastare. Alcune scuole non hanno gli spazi adeguati. In questi giorni, gli istituti stanno approntando tutte le possibili soluzioni. I prossimi giorni saranno decisivi.

 

 

 

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