Compagni di avventura

Come te la cavi coi tuoi due fratelli normodotati? Valentina - Lucca

Come te la cavi coi tuoi due fratelli normodotati? Valentina – Lucca

I miei fratelli (Arianna e Leonardo) hanno contribuito molto alla mia riabilitazione. Parte della mia vita è trascorsa con loro al mio fianco. Le vacanze, i pranzi al ritorno da scuola, le ore libere, il mare… non mi hanno mai lasciato solo. Molti loro amici hanno riempito la nostra casa. Quando eravamo piccoli, lo spazio del tempo libero trascorreva giocando. Cercavano di coinvolgermi per i giochi più accessibili o guardando la tv, oppure riproducendo i dialoghi dei cartoni animati. Se il gioco era più complesso, interveniva mamma a fare da mediatore. Ascoltavamo tutti e tre le fiabe che lei ci leggeva la sera sul suo letto dove spesso ci addormentavamo vicini. Oppure nei weekend giocavamo con papà che puntava su giochi di movimento per coinvolgermi di più. Arianna ha cercato di educarmi, svolgendo un ruolo direi terapeutico. Leonardo mi cercava per farmi il solletico o rincorrermi. Entrambi i loro approcci mi hanno strappato all’isolamento, al distacco dalla realtà, insomma all’autismo.

Ora che siamo grandi (loro hanno 25 anni, io 23) siamo tre bei rami dello stesso albero e ci vogliamo bene anche se stiamo meno tempo insieme. Loro e i loro amici seguono i miei progressi di ogni giorno, le iniziative legate alla mia attività, le pubblicazioni dei libri. Il piccolo fratello creativo e caciarone è diventato un cuoco, la sorellina attenta è una psicologa e il loro tempo con me è diminuito. Ma la loro vita è stata segnata dall’aver condiviso e affrontato con me un disagio profondo che siamo riusciti a trasformare in un’avventura. La nostra.

federico.derosa@hotmail.it

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