Come ti animo il turismo

Vacanze scaglionate tutto l’anno e offerte abbordabili. Si sviluppano nuove proposte di lavoro.
Fiorello
Che le vacanze siano un ricordo abbastanza lontano già a questo punto dell’anno, ahimè, ce ne siamo resi conto da quando le nostre città, che pure quest’estate si sono svuotate poco, sono tornate a brulicare di macchine e la nostra vita ha ripreso i ritmi più o meno stressanti di sempre. Chi di noi ogni tanto non comincia a sognare il momento in cui potremo concederci una pausa rigenerante? Magari breve, come brevi sono diventate le vacanze degli italiani, più scaglionate nell’arco di tutto l’anno e non più concentrate solo nei mesi di luglio e agosto. I weekend da bollino rosso regolarmente smentiti la scorsa estate confermano anche questa tendenza, oltre alle dimensioni della crisi economica che ha fatto rimanere a casa più di 35 milioni di italiani, come dicono le statistiche. E se la richiesta si è diversificata, anche l’offerta non è da meno.

 

Pacchetti interessanti e più abbordabili sono sempre più reperibili, prima di tutto sulla Rete e poi anche in agenzia. Tant’è che questo ha favorito anche il nuovo sviluppo di una figura professionale: quella dell’animatore turistico, una persona cioè, in genere giovane, che deve organizzare il divertimento – in un villaggio turistico difficilmente il divertimento è frutto spontaneo –; fare in modo che gli ospiti socializzino tra di loro; interpretare l’ospitalità, cioè rendere armonico l’impatto della struttura sull’ospite e, infine, risolvere l’eventuale insorgenza di problemi, ad esempio una spiaggia troppo piccola o troppo lontana, un servizio troppo decentrato, una coda al ristorante, una stanza non proprio comoda.

 

Spesso questa professione è stata un trampolino di lancio per diventare famosi nel mondo dello spettacolo, vedi i trascorsi di Fiorello, Gerry Scotti, Giancarlo Magalli (ma anche Berlusconi è stato animatore turistico!). Ma senza aspirare a tanto basti sapere che più di frequente le grandi agenzie danno la possibilità di passare dalla “pista” alla struttura organizzativa del villaggio.

 

Esperti del settore, poi, dicono che comunque il bagaglio di esperienze acquisito nei pochi anni di animazione risulta utile anche in eventuali altri sbocchi professionali. In effetti a chi non piacerebbe riuscire a gestire le difficoltà, aiutare le persone a entrare in relazione, organizzare in maniera armonica le giornate lavorative?

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