Come sta il nostro mondo

Il "National Geographic" a Roma, foto che accendono il nostro sguardo sul pianeta.
Mostre

Un uomo anziano dal fisico ancora atletico allunga le gambe facendo esercizi di yoga sopra un muro calcificato dall’acqua sulfurea di un’antica sorgente vicino Viterbo. Il volto di un cercatore d’oro brasiliano: sulle spalle un sacco di terra di scarto in una miniera di Serra Pelada tradisce un’espressione di rassegnazione. È comunque ancora fiducioso di trovare dell’oro. Speranza è il titolo della foto di James P.Blair. Diverso il volto stressato di un agente di borsa a Wall Street che si destreggia contemporaneamente con quattro telefoni all’orecchio tra una valanga d’informazioni. E Lo stress, del fotografo Lynn Johnson, non poteva non essere titolo più appropriato. In un’altra parte del mondo una coppia di freschi sposi cammina divertita sul ghiacciaio di Mendenhall in Alaska. Melissa Farlow titola la sua immagine: Matrimonio freddo.

 

Sono solo alcune delle foto e delle firme della mostra del National Geographic, Il Nostro Mondo, che, sulla scia delle due precedenti esposizioni, illustra l’avventura umana attraverso situazioni che ne caratterizzano l’esistenza: la famiglia, la vita in città, l’uomo e la natura, il lavoro. Tutte inedite, le 91 immagini di 48 fotografi del celebre magazine oltre che esaltare la bellezza della vita, testimoniano anche l’esistenza di popoli e gruppi umani che vivono in condizioni limite.

Scrive il curatore Guglielmo Pepe: «L’umanità messa in mostra ci aiuta a guardare la nostra specie con occhi diversi, ad avere compassione, ad essere partecipi, a condividere, a sentirci meno soli, a non stare alla finestra, a capire noi stessi e i nostri simili».

Nell’anno internazionale della biodiversitàla mostravuole essere un viaggio tra le genti del pianeta, per scoprire le differenze e le similitudini, i contrasti e l’armonia tra le varie popolazioni: genti molto diverse tra di loro per condizioni sociali, ambientali ed economiche; per cultura, colore della pelle, tradizioni, religione; eppure molto simili. Perché gioia e innocenza, amore e sofferenza, gioventù e vecchiaia, fatica e lavoro, guerra e pace sono sentimenti, valori, situazioni che accomunano tutti gli uomini e mettono in risalto più le somiglianze che le differenze della grande “famiglia umana”.

Certo, queste immagini sono soltanto alcuni sguardi che non esauriscono la complessità della condizione umana. Eppure, alla fine del percorso, lo spettatore forse potrà uscirne avendo imparato a vedere l’altro, non solo quello lontano, ma magari più prossimo a noi, con occhi nuovi.

 

Il Nostro Mondo. Roma, Palazzo delle Esposizioni, fino al 2/5.

 

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