Ciudad Nueva una rivista senza sprechi

Per non ripetere concetti già detti, consulto le riviste Ciudad Nueva rilegate. Un semplice 1959 sul dorso distingue il primo volume e contiene 6 fascicoli di 20 pagine. Nel primo numero leggo: Año II, nº 1-2, Enero- Febrero 1959, ma poi scoprirò che c’è poco rigore nella documentazione. A pagina 20, in caratteri da ingrandire con la lente, i nomi di Igino Giordani e Spartaco Lucarini quali direttore e direttore responsabile. Non vi è una sola firma in spagnolo, ma solo l’indirizzo del padre A. Priori, a Catamarca (Argentina). Siamo dunque alle origini comuni di tutte le edizioni di Città nuova nel mondo. Trovo i primi riferimenti spagnoli nel volume del ’62. Sono 4 fascicoli di 92 pagine (veri libri!), e a pagina 3 l’indicazione Año IV (abbiamo perso un anno!). Qui c’è un indirizzo a Barcellona per gli abbonamenti (Roberto Roche) ed altri due nell’elenco dei Centri del Movimento (Nunziatina Cilento e Gino Bonadimani). E a pagina 76 del nº 3 una breve notizia che incomincia così: Barcellona. Il primo giorno di maggio, per la prima volta da quando il Movimento dei focolari ha messo piede a Barcellona, si sono riuniti i membri e i simpatizzanti provenienti dalle più diverse regioni della penisola iberica…. 1965, Año VIII (recuperiamo l’anno perduto). Ciudad Nueva si stampa a Barcellona ed è registrata al ministero della Cultura. Una firma si nasconde dietro le iniziali G.B. (Gaspar Bruguera), che si cura della correttezza delle traduzioni (e si vede) e prepara alcuni servizi locali. Nel ’68 i giovani irrompono nella rivista, come già avevano fatto nel movimento: un inserto di 12 pagine che col tempo si fonderanno nell’impaginazione. Nel nº 3-4 del ’69, un annuncio a pagina due avverte che la redazione ha traslocato a Madrid. Il primo direttore con nome spagnolo appare nel maggio 1972, Juan José Tomás Marco, un professionista come la legge esigeva. Intanto la rivista è cresciuta (19×25), ha acquistato un po’ di colore e più grafica, e appaiono firme locali… Nell’81, Juan Félix Bellido, che vi lavorava da qualche anno, prende le redini e riesce a moltiplicare le firme locali e dare varietà alle sezioni. Nell’ottobre ’82 viene stampata la prima copertina a quattro colori. Ormai è un mensile e conta su un vero staff dal quale sono passati lungo gli anni più di cinquanta firme. Molti di loro hanno fatto qui i primi passi, e per loro Ciudad Nueva è stata una scuola di condivisione. Oggi, alcuni di loro sono affermati professionisti. Tra questi, Ángel Bartol e Ángel Carreras, direttori per qualche anno.Voglio ricordare poi Lluis Boby, bravo caporedattore, morto nel ’94. Ed eccomi dal 2000 a pilotare una nave che custodisce un patrimonio di cui non posso essere cosciente. In questi anni mi sono sentito dire di tutto, ma voglio donarvi l’affetto di un lettore arrivato via mail mentre battevo queste righe: La rivista di questo mese è senza sprechi, per me è particolarmente intensa. E finisco con la valutazione pronunciata da un vescovo, durante la presentazione di un nostro libro: È importante che ci siano editrici i cui libri possano essere acquistati con fiducia, perché il prodotto che acquistano è un prodotto buono.

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