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Italia > Società

Cittadini per la ricostruzione

di Chiara Andreola

- Fonte: Città Nuova

Una legge di iniziativa popolare, partita dagli aquilani stessi, si propone di fornire un approccio organico alla gestione post-sismica.

ricostruzione

Una legge di iniziativa popolare, che possa «regolare tutto il post-emergenza di qualsiasi disastro naturale» superando la «politica commissariale e d’emergenza, terreno in cui le irregolarità e il pericolo di infiltrazioni mafiose prosperano»: questa la volontà del comitato promotore della proposta, costituitosi 19 mesi dopo il sisma, a partire da associazioni già esistenti e da altri cittadini. Costruito con l’aiuto di esperti a partire dalle proposte degli aquilani stessi, il testo proposto tocca tutti gli aspetti della ricostruzione: dalla gestione post-emergenza alla sicurezza delle case, dalle previsioni economiche e fiscali all’istituzione di meccanismi di garanzia e di controllo da parte dei cittadini. Un approccio organico che garantisca non solo una ricostruzione degli edifici senza abusi né irregolarità, ma anche quella del tessuto economico e sociale.

 

L’esigenza di dare una svolta alla situazione e di avere certezze dopo due anni è avvertita soprattutto nelle periferie del capoluogo, dove molti aquilani sono andati a vivere, essendo il centro ancora inagibile: «Questi quartieri – ci spiega Mattia Fonzi, del comitato 3.32 – si sono espansi a dismisura, spesso senza alcun criterio. Sono sorte e continuano a sorgere anche case abusive, a volte addirittura senza fogne né servizi minimi. Il traffico è caotico, perché le strade non sono adeguate. Sembra di vivere sospesi».

 

Il comitato è ora impegnato nella raccolta delle 50 mila firme, necessarie per poter presentare la legge in Parlamento. Sul sito www.anno1.org è possibile visionare il testo della legge e l’elenco dei banchetti dove chi intende sostenere il progetto può dare la propria adesione. Di fronte a un Presidente della Repubblica che afferma che l’Italia non dimentica i terremotati, «dipende cosa intendiamo per Italia – osserva Fonzi –. Se parliamo di istituzioni, purtroppo ci sentiamo dimenticati: Napolitano, infatti, è stato applaudito proprio perché percepito come figura al di sopra di queste. Ma se parliamo di cittadini no, tanto è vero che stiamo raccogliendo firme su tutto il territorio nazionale».

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