Cinque effetti

Come concorre il Movimento dei focolari alla nuova evangelizzazione è il tema di una conversazione del 3 febbraio 1992. In questa puntata vengono considerati alcuni frutti caratteristici di questa irradiazione. La nostra evangelizzazione porta innumerevoli frutti. Ne elenco alcuni. Primo effetto: anzitutto, avendo il movimento in prevalenza membri laici, illumina con la sua spiritualità evangelica il lavoro dell’uomo, il suo trattare con le realtà terrene, e lo aiuta ad instaurare tutto in Cristo. Il movimento si presenta perciò come uno strumento per portare Cristo nel mondo e nelle sue strutture. Un secondo effetto, è una espansione rapida e continua del Regno di Dio, mediante il movimento stesso, che, ora presente in tutto il mondo, manifesta anche esso quella nota caratteristica della Chiesa che è l’universalità. Questo si è notato già pochi mesi dopo il suo inizio: cinquecento persone circa avevano fatto proprio il suo annuncio e formavano una vivissima comunità, tanto da richiamare alla mente quelle delle Lettere e degli Atti degli Apostoli. E tuttora il movimento, perché così evangelizza, non conosce stasi, cresce ogni anno ed è divenuto, si può dire, un popolo. Ciò anche perché la sua tipica nuova evangelizzazione suscita chiamate particolari e totalitarie che permettono al movimento d’essere sempre in moto, in missione, sì da riflettere quell’altra nota della Chiesa che è la missionarietà. Un terzo effetto sono le conversioni, come primo passo per molti verso la santificazione personale. Sono conversioni da una vita senza Dio ad una vita cristiana; da una vita allontanatasi da Dio ad un ritorno a lui; da una vita tiepida ad una fervente e da una vita fervente a una perfetta e santa. Infatti, è proprio per l’incontro col Vangelo, per la Parola di Dio accolta e vissuta che le persone si santificano. Gesù ha detto: Santificali nella verità. La tua parola è verità. Succede un po’ quanto dice Clemente Alessandrino: Chi obbedisce al Signore e segue la Scrittura (…) viene trasformato pienamente a immagine del Maestro: egli giunge a vivere come Dio in carne.Ma questa altezza non la possono raggiungere coloro che non seguono Dio che conduce: ed egli conduce per le Scritture divinamente ispirate. Lo possiamo dire con sincerità e a sola gloria di Dio: quanti piccoli o meno piccoli santi, ora in Paradiso, ha formato il movimento! tanto che esso si potrebbe vedere e definire come un’Opera per la santificazione delle persone. Vi sono anche conversioni alla Chiesa da parte di fedeli di altre religioni o, in molti casi, l’aprirsi di un dialogo in cui emergono, a suo sostegno e progresso, gli elementi di verità insiti nelle altre fedi. E infine si conoscono moltissime conversioni di atei a Cristo ed alla Chiesa o almeno all’ideale di fratellanza umana, con l’aprirsi anche qui di un dialogo costruttivo. Questa evangelizzazione – e sarebbe un quarto effetto – porta la pace, che è dono di Cristo, la pace degli uomini con Dio, fra loro e con la natura, creatura dello stesso loro Creatore. Per cui la nostra si può definire come un’Opera che dona pace al mondo e si pone a salvaguardia del nostro pianeta. Questa evangelizzazione, perché sottolinea l’amore reciproco, porta – ecco un quinto effetto – anche alla comunione dei beni. Così è stato sin dai primi tempi. In seguito l’abbiamo vissuta in modo vario nelle diverse branche. Ed ora con la nascita dell’Economia di Comunione si vive in tutto il movimento. Esso ha insito, infatti, anche un aspetto economico-sociale, per cui lo si può vedere come un’Opera sociale.

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