Cinquant’anni fa su Città Nuova

Un gustoso commento di Igino Giordani ad una notizia di cronaca che in quei giorni aveva trovato spazio sulla stampa.
Bambini
La fine del mondo

 

Un gustoso commento di Igino Giordani ad una notizia di cronaca che in quei giorni aveva trovato spazio sulla stampa. Nella foto in calce all’articolo la didascalia sdrammatizza: «Oriente e Occidente si guardano».

 

Quei poveretti che se ne sono andati sul Monte Bianco ad aspettare la fine del mondo (come se del mondo non facesse parte anche il Monte Bianco) sono uno dei tanti gruppi dì persone, le quali ragionano così: non c’è mai stata un’epoca così perversa; dunque Dio, per punizione, distrugge il pianeta.

È un ragionamento che s’è fatto sempre. Si fa dall’epoca di Caino. Per ogni uomo, il suo tempo è il tempo più brutto della storia del mondo; perché ogni uomo ha esperienza diretta solo del proprio tempo.

Certo, però, ogni epoca vive l’esperienza del male in una misura proporzionata ai suoi mezzi di bene. La sapienza e la scienza han messo noi in condizione di organizzare la convivenza nell’ordine razionale eticamente ed esteticamente più bello: ergo l’insipienza e l’ignoranza mobilitano forze distruttive più potenti per impedire tale organizzazione. Mobilitano la pazzia, in misura proporzionale. Che si fabbrichino missili e armi termonucleari e che addirittura si minacci di usarle – e usarle per servire un dittatore minuscolo guernito di mustacchi maiuscoli (…); – che si inizi l’indipendenza d’un Paese con massacri di fratelli colorati di bianco, mentre in altra parte del continente africano si consolida l’indipendenza di un altro Paese con massacri di fratelli con epidermide nera; – che avvengano queste e mille altre manifestazioni d’assurdità e di malvagità, è segno che sul piano politico abbondano i matti: e i matti in politica son quelli che, in un momento d’accensione della meninge, possono dar ordine al soldato Ivan o al soldato John di premere il bottone che fa partire il primo missile che reca la prima bomba, che inizia l’ultima ora…

Non ci sorprende quindi che i millenaristi del Monte Bianco con gli altri testimoni di Geova assistiti magari dai “sacerdoti” jurisdavidici di Monte Amiata aspettino la catastrofe escatologica. La quale ci può essere se Kru-sciov non la smette di provocare i popoli liberi e di inserire l’insulto nel dialogo diplomatico. L’insulto è come la favilla in una polveriera.

Ma è fatale: ogni dittatura porta con sé la guerra, come la nube porta in sé la folgore.

Igino Giordani

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