Cinema e musica

Bene ha fatto Santa Cecilia ad aprire la stagione estiva al Parco con una selezione di colonne sonore da lavori come C’era una volta il West (Morricone) Il postino (Bacalov) Parla più piano (Rota) Fratello Sole (Ortolani), per citare solo alcuni fra i più noti. Perché non si trattava solo di far riandare alla memoria brani conosciuti e amati, ma, riproponendoli, di verificarne la magia o meno, l’impatto emotivo o il logorio del tempo. Bisogna dire che la musica ha vinto la scommessa. Dirigeva Luis Bacalov, autore poliforme ed eclettico di larga fama, lavori propri come il Concerto grosso (da La vittima designata) o La città delle donne; ed occorre ammettere che la prova dell’orchestra, che si è lasciata andare alla bellezza melodica e costruttiva di molti brani – con il tipico suono luminoso dei violini – ha supplito alla direzione non esaltante di Bacalov. Il pubblico, foltissimo nella “cavea”, e nonostante il persistente rumore di fondo, è rimasto elettrizzato, e sollevato almeno nello spirito durante l’afosa notte romana. Molto belle le prove del primo violino Carlo Maria Parazzoli, lirico e teso come sempre e di Francesco Littera, all’armonica a bocca ne Il postino. FESTIVAL EUROMEDITERRANEO CANDIDE Al Teatro Argentina si è data, in versione inglese, l'”opera comica in due atti” – usiamo questo termine, per quanto approssimativo – di Leonard Bernstein. Lavoro ritoccato dall’autore diverse volte, e adattato liberamente dal celebre testo satirico di Voltaire, mantiene a dire il vero la carica pungente dell’originale, per concludere – attraverso la multiforme vicenda di Candide – che, in fondo, il nostro è “il migliore dei mondi possibile”, con una evidente allusione ironica all’asserto di Leibniz. Piuttosto prolisso nell’insieme, e a volte cervellotico, il lavoro di Bernstein mantiene tuttavia quella freschezza di idee che è inventiva musicale sprizzante energia, così tipica dell’autore, senza tuttavia evitare pagine meno ricche d’estro. L’allestimento romano di Enrico Castiglione puntava all’essenzialità di azioni coreografiche e a scenografie luminosamente notturne, mentre la regia si destreggiava sveltamente fra recitazione e canto. Una felice sorpresa l’Orchestra sinfonica nazionale di Malta, ben organizzata e diretta con cura da John De Main; buono il cast, in particolare Michael Slattery nel ruolo del protagonista, un tenore ed un attore agile e credibile. Pubblico, anche se non folto, appassionato.

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