Cidade Nova, uno strumento di speranza

Aveva l’obiettivo di mantenere unita e viva la nascente comunità del Movimento dei focolari brasiliana. Era un notiziario di notizie e di condivisione di esperienze di vita evangelica, prodromo di quello che sarebbe diventata la rivista Cidade Nova. La piccola comunità di Recife, nel Nordest del Brasile, ha ristampato quello foglietto che subito è diventato un punto di convergenza per tutti i suoi aderenti. Dopo qualche mese appena, la famiglia dei Focolari in Brasile era cresciuta al di là di ogni più rosea previsione. L’esperienza cristiana cominciata a Trento fioriva con frutti di comunione e di vita nei più diversi ambienti, dalle favelas alle grandi imprese. Questa vasta diffusione dell’Ideale dell’unità ha fatto nascere l’esigenza di uno sviluppo più grande anche degli strumenti d’informazione. Così alcuni anni dopo, nel 1963, è stata stampata nella città di San Paolo la prima edizione della rivista Cidade Nova interamente brasiliana. E così l’anno prossimo, con una tiratura di 25 mila copie, Cidade Nova commemorerà il suo 50º anniversario. Una storia che si è sviluppata seguendo il percorso fatto dal Movimento dei focolari in Brasile, dai suoi primi tentativi di concretizzazione del carisma dell’unità nel contesto brasiliano agli ultimi dispiegamenti di questo processo nei diversi campi dell’attività umana e, in modo particolare, nell’economia – con l’Economia di Comunione – e nella politica – con il Movimento politico per l’unità. Nel 2005, la nostra rivista ha ricevuto il Prêmio Dom Hélder Câmara de Imprensa, concesso ogni anno dalla Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile a periodici e riviste che si mettono in evidenza nella diffusione della cultura della fraternità e nella promozione della giustizia sociale. Per tutta l’équipe di Cidade Nova questo premio ha rappresentato un riconoscimento all’impegno cristiano nella realtà sociale brasiliana e latinoamericana in genere. In effetti la nostra rivista vuole presentarsi come una cassa di risonanza delle esigenze, delle speranze e delle energie e potenzialità del popolo brasiliano. E cerca di far questo non soltanto perché affronta i problemi concreti della società, ma anche perché cerca di capire e di essere portavoce della profonda vocazione che questo popolo ha (come tutti popoli latinoamericani) alla fraternità. Impegno, questo, che sta diventando sempre di più un riferimento non soltanto per il mondo ecclesiale ma anche per diversi esponenti della società civile, del mondo politico e accademico. Ma il riconoscimento più grande del lavoro di Cidade Nova viene direttamente dei suoi abbonati con gli email, le lettere e i fax che arrivano ogni giorno alla redazione. Momenti di dolore e di gioia, conquiste e fallimenti, opinioni e critiche sono comunicati alla redazione come se fossero comunicati in famiglia. Forse è proprio questo sentimento di appartenenza a una famiglia, che Cidade Nova riesce a diffondere fra i sui lettori, la nostra caratteristica più importante. In una società segnalata dalla solitudine, dall’individualismo e dalla disuguaglianza sociale non è piccola cosa aiutare a costruire il senso della famiglia umana. Così Cidade Nova è uno strumento di speranza per la società brasiliana, come ci ha scritto pochi giorni fa un lettore.

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