Chiesa e pedofilia

Ferma condanna e invito ad una formazione più rigorosa, nel recente discorso di Giovanni Paolo II ai cardinali e vescovi degli Stati Uniti. Di fronte alla notizia di abusi sessuali su minori, in cui sono stati coinvolti dei sacerdoti e dei religiosi negli Stati Uniti, non possiamo non deplorare e condannare tali comportamenti.Tuttavia occorre anche non fermarci alla notizia sensazionale; ma una riflessione è necessaria. Proprio in questi giorni (il 23 aprile) il papa ha incontrato i cardinali e i vescovi responsabili della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, rivolgendo loro parole chiare e forti su quest’argomento. Giovanni Paolo II si è detto “profondamente addolorato perché sacerdoti e religiosi, la cui vocazione è di aiutare le persone a vivere una vita santa agli occhi di Dio, hanno causato ai giovani tanta sofferenza e scandalo “. Egli, con forza, ha giudicato questo abuso un “peccato orrendo agli occhi di Dio”, oltre che un crimine per la società. Già nella sua lettera del giovedì santo ai sacerdoti aveva scritto “Noi siamo personalmente scossi nel profondo dai peccati di alcuni nostri fratelli”. Come allora, anche qui esprime anzitutto alle vittime e alle loro famiglie, il suo “profondo senso di solidarietà “. Ed indica ai cardinali e vescovi statunitensi lo scopo della riunione: “Stabilire criteri più affidabili, al fine di assicurare che simili errori non siano ripetuti”. È ben consapevole il papa che “non dobbiamo dimenticare l’immenso bene spirituale, umano e sociale, che la maggioranza dei sacerdoti e religiosi negli Stati Uniti hanno compiuto e stanno tuttora compiendo. “La Chiesa cattolica negli Stati Uniti – afferma ancora – ha sempre promosso i valori umani e cristiani con grande vigore e generosità”. E il papa ringrazia quella comunità cattolica, ricordando che tutti, “anche ogni critico intellettualmente onesto”, dobbiamo riconoscere che “una grande opera d’arte può essere intaccata, ma la sua bellezza rimane”. Giovanni Paolo II afferma inoltre che “gli abusi sui giovani sono un grave sintomo di una crisi che colpisce non solo la chiesa, ma anche la società nel suo insieme. È una crisi della moralità sessuale dalle radici profonde, crisi persino dei rapporti umani, e le sue vittime principali sono la famiglia e i giovani.Affrontando il problema degli abusi con chiarezza e determinazione, la chiesa aiuterà acomprendere e a far fronte alla crisi esistente al suo interno”. Con molta forza richiama l’amore alla verità e che la missione della chiesa è per il bene spirituale delle anime. “Deve essere assolutamente chiaro – continua – ai fedeli cattolici e più in generale alla società, che i vescovi e i superiori si preoccupano soprattutto del bene spirituale delle anime. La gente deve sapere che nel sacerdozio e nella vita religiosa non c’è posto per chi potrebbe far del male ai giovani. Deve sapere che i vescovi e i sacerdoti sono totalmente impegnati a favore della pienezza della verità cattolica nelle questioni riguardanti la moralità sessuale, verità fondamentale sia per il rinnovamento del sacerdozio e dell’episcopato sia per il rinnovamento del matrimonio e della vita familiare”. Concludendo il suo intervento, Giovanni Paolo II esprime un incoraggiamento: “Dobbiamo avere fiducia nel fatto che questo momento di prova porterà una purificazione dell’intera comunità cattolica… Tanto dolore e tanto dispiacere deve portare ad un sacerdozio più santo, ad un episcopato più santo e ad una chiesa più santa”. Anche nella lettera Novo Millennio Ineunte, il papa aveva sottolineato: “Additare la santità resta più che mai una urgenza della pastorale” e che occorre “promuovere una spiritualità di comunione, facendola emergere come principio educativo in tutti i luoghi dove si plasma l’uomo e il cristiano, dove si educano i ministri dell’altare…”. I cardinali e i vescovi degli Stati Uniti, dopo due giornate d’incontro, hanno presentato un documento finale dove anzitutto evidenziano le parole del papa rivolte a loro. Riaffermano poi i princìpi basilari della morale cristiana, e propongono alcune linee di risposta come il “promuovere il corretto insegnamento morale della chiesa”, e ancora di più nella direzione della prevenzione,”un più profondo studio dei criteri d’idoneità dei candidati al sacerdozio”.Tenendo soprattutto presente il bene comune della chiesa, viene proposto per la prossima riunione della Conferenza episcopale degli Stati Uniti un procedimento speciale per la dimissione dallo stato clericale per sacerdoti colpevoli di abuso sessuale. Sarà fatta poi una giornata nazionale di preghiera e di penitenza, in riparazione delle offese perpetrate e come supplica a Dio per la conversione dei peccatori e la riconciliazione delle vittime. Soprattutto è stata messa in luce la necessità della conversione e di vivere la “chiamata alla santità”, come il papa aveva rilevato, augurandosi che attraverso questa prova si possa davvero giungere ad una purificazione, per il bene di tutti.

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