MT. Immagina cosa voleva dire per una come lei, che non riusciva a stare senza fare sport! È stato un passaggio molto difficile; in questa occasione le ho detto: «Non ti preoccupare, Chiara: se Gesù ti ha tolto le gambe, ti metterà le ali…». E oggi possiamo proprio dire che è stato così.
RU. Anche se di lì a poco arrivarono anche contrazioni fortissime e incontrollabili che le causavano dolori tremendi. Così c’era bisogno di tenerle ferme le gambe perché non stesse
ancora peggio. Ma anche in quella sofferenza Chiara sentiva
che c’era un’altra opportunità per realizzare la volontà di
Dio su di lei. E questo “stile” ha saputo mantenerlo fino alla
fine, anche quando la situazione si è ulteriormente aggravata.
Chiara, lo posso dire anch’io in quanto testimone, ha vissuto in modo straordinario il dolore. Fino a trasformarsi in pochi mesi, da una brava ragazzina come tante, in un’autentica mistica, un vero gigante della fede. Se le avessero detto: «Un giorno
sarai santa», come avrebbe reagito secondo voi?
MT. Non credo se lo sia mai neppure immaginato, anche perché lei era sempre totalmente protesa a vivere il presente…
RU. L’avrebbe magari preso come un augurio!
MT. Di certo si sentiva, come aveva scritto ai suoi amici tempo prima, «avvolta in uno splendido disegno che a poco a poco mi si svela».