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In profondità > Fiction

Chiara e il sogno della mia giovinezza

di Joachim Schwind

- Fonte: Città Nuova

Ho visto in anteprima la fiction sugli inizi dell’avventura di Chiara Lubich e le sue compagne. Ecco la mia impressione

In questi giorni ho avuto occasione di vedere in anteprima il film “Chiara Lubich. L’amore vince tutto” che andrà in onda il 3 gennaio in prima serata su RAI 1.

Che dire? Il sentimento principale alle fine è stato una sorpresa: questo film mi ha toccato, direi risvegliato il grande sogno della mia giovinezza. Quel sogno un po’ folle di vivere insieme ad altri giovani una vita nuova e autentica seconda la “legge” del Vangelo, di creare rapporti diversi, nuovi, reali, e di cambiare così il mondo. Insieme a queste ragazze a Trento ho rivissuto – fino alla commozione – momenti del mio “primo amore” per quel Dio che si manifesta in mezzo a noi nella semplicità della vita quotidiana e ci spinge a fare delle scelte coraggiose.

È un film che – come tutti – senz’altro ha anche qualche elemento meno riuscito oppure leggermente esagerato. Va comunque detto che Cristiana Capotondi rappresenta una Chiara Lubich estremamente coerente: bella, simpatica, donna, coinvolgente, contenuta, provata. La Capotondi rende proprio credibile quanto dice il padre di Chiara Lubich in questo film: «Dio è fortunato se può contare su di te!».

Molto riuscito anche un altro aspetto sul quale ero molto scettico: il rapporto del tutto particolare tra queste ragazze che compongo il primo focolare. La scelta delle attrici e la direzione del regista Giacomo Campiotti hanno reso possibile di portare sullo schermo dei rapporti semplici e profondi, naturali e soprannaturali insieme.

Mi congratulo con questa produzione.

Riproduzione riservata ©

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