Chiara Lubich, finite le riprese del film tv

Sono giunte al termine le riprese del tv movie su Chiara Lubich scritto da Francesco Arlanch, Giacomo Campiotti, Luisa Cotta Ramosino, Lea Tafuri. Andrà in onda su Raiuno ad inizio del 2021. Intervista a Saverio D’Ercole, produttore creativo di Casanova Multimedia.
Cristiana Capotondi interpreta Chiara Lubich.

Si concludono il 4 settembre a Roma le riprese del tv movie ispirato alla storia di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari. Si tratta di una coproduzione Rai Fiction e Casanova Multimedia, prodotta da Luca Barbareschi, la regia è di Giacomo Campiotti. Interprete di questa figura carismatica, nell’anno del centenario della nascita, è Cristiana Capotondi.

Saverio D'Ercole.
Saverio D’Ercole.

Le riprese erano iniziate il 3 agosto tra Trento, Rovereto, Pergine Valsugana e la Valle di Primiero, i luoghi originari dove prendono i primi passi di un’avventura spirituale e umana che hanno portato alla nascita del Movimento dei Focolari diffuso in tutto il mondo. La sceneggiatura concentra la storia di Chiara Lubich nel periodo della fondazione «perché – spiega Saverio D’Ercole, produttore creativo di Casanova Multimedia –, sarebbe stato più comprensibile nello scenario della Seconda Guerra mondiale».

In quegli anni Chiara Lubich ha 23 anni ed è una maestra. La scena iniziale ci riporta ad un bombardamento su Trento, in che anni è ambientata la storia?
La storia di Chiara Lubich è ricca, lunga e complessa. Non bastava una serie tv per raccontarla tutta. Abbiamo studiato molto per capire cosa narrare di essenziale e Chiara Lubich stessa dice nel libro Il dito di Dio di Lucia Abignente che bisogna tornare sempre ai primi anni. Non si tratta però di un documentario, è una fiction, ci sono gli elementi essenziali e la storia è ambientata dal 1943 al 1946.

Ma è anche una storia romanzata?
Ci sono anche delle piccole forzature. Per tratteggiare il profilo di Chiara Lubich non come un “santino” e una persona che non sbaglia mai abbiamo creato il personaggio di una focolarina della prima ora, ispirato ad una storia reale, che ha cominciato con lei, ma poi ha lasciato. È legato alla vicenda del fratello Gino Lubich, ma non posso svelare di più. Inoltre, per non confondere lo spettatore, non è nominata mai Chiara con il suo nome di battesimo, Silvia, come era chiamata in famiglia. Il film si ispira alla storia di Chiara, la rispetta, ma ci sono delle licenze consentite.

Una scena del film.
Una scena del film.

Quali sono gli elementi fondamentali della storia?
La consacrazione a Dio, da sola, il 7 dicembre del 1943 perché segna un cambio di direzione che non è facile da comprendere. La specifica missione della sua vita quando scoprono la frase del Vangelo: «Che tutti siano uno». La testimonianza di fratellanza universale alla fine della guerra per evitare il rischio delle vendette e il processo di Chiara al Sant’Uffizio in Vaticano, una dura prova.

La cornice in cui si svolge la storia in un primo momento era una vicenda contemporanea: una famiglia di oggi che accoglie un migrante musulmano in casa propria. Perché è stata tagliata?
Le riprese dovevano partire il 9 marzo, il giorno del lockdown. In un attimo è cambiato tutto. Ad un certo punto sembrava che il film non dovesse neanche più realizzarsi. Sono saltati dei finanziamenti, i costi sono aumentati per i protocolli di sicurezza. Abbiamo dovuto tagliare la cornice contemporanea dove c’erano degli attori che non comparivano nell’ambientazione d’epoca, ma abbiamo trovato una nuova cornice molto più efficace: gli interrogatori di Chiara Lubich al Sant’Uffizio negli anni ’50-’52.

Il regista Giacomo Campiotti con Cristiana Capotondi.
Il regista Giacomo Campiotti con Cristiana Capotondi.

È un film d’epoca, costoso, economicamente in perdita: perché avete lo stesso voluto produrlo?
Ad un certo punto c’è stata una riunione in azienda, ma Luca Barbareschi con un atto di coraggio ha detto di volere andare avanti perché condivide i valori espressi nella storia, nella speranza di recuperare il debito con altre produzioni e con la vendita negli anni successivi dei diritti del film all’estero.

Rinunciando alle ferie hai trascorso il mese di agosto in Trentino per le riprese, che esperienza è stata?
È stato un lavoro faticoso e complesso, ma sono molto felice per un film di grande qualità e importante a cui ho avuto il privilegio di lavorare. Giacomo Campiotti è un grande regista e Cristiana Capotondi è stata bravissima nel ruolo di Chiara Lubich. Il gruppo delle giovani attrici che interpretano alcune delle prime focolarine è stato molto affiatato e hanno trovato un vero afflato. Non c’è somiglianza fisica, ma una grande sintonia spirituale. Mi ha impressionato il fatto che l’ultima stesura definitiva del piano delle riprese è stata fatta il 31 luglio e la scena della consacrazione della Lubich è stata fissata l’11 di agosto, il giorno in cui si festeggia la festa di santa Chiara. Un grande ringraziamento a Eleonora Andretta, ex direttore di Rai Fiction che ha avuto l’idea di raccontare storie di donne che hanno segnato il Paese, a Fabrizio Zappi, capo struttura Rai del progetto, e a Nicola Claudio, direttore Governance della Rai.

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