Chi ha rapito le maestre

Quando vi lasciate Torino alle spalle e finisce la pianura, trovate ai piedi delle colline una cittadina sdraiata sui colli: siete a Lanzo. Per diverse ragioni, che potrete immaginare, devo chiedervi di non pubblicizzare quello che ora vi racconto: a Lanzo il primo giorno di scuola è accaduto un fatto misterioso. Già immagino le espressioni dirette di qualche ragazzino di quinta: Cosa vuoi che accada di misterioso il primo giorno di scuola? È già un mistero il fatto che siamo tutti lì, nonostante si sappia che musica ci aspetti: interrogazioni e compiti da fare! Ehi dai, non farla grossa tu – replica qualcun altro -, in fondo la scuola, se uno prova a starci bene, è giusta. Beh, a parte tutti i commenti, state a sentire… A Lanzo, quel primo giorno di scuola, i bambini avevano tutti il naso rivolto verso il possente edificio affacciato sulla piazza del mercato: severo, rassicurante? Ciascuno lo rivestiva di luce diversa… La torre, sede inquietante e misteriosa della biblioteca cittadina, dall’alto della collina osservava solenne e protettiva i suoi piccoli amici, con la voglia di raccontare loro le storie di re e di santi, ma anche di gente assai comune, tenace e coraggiosa, che avevano reso famosa Lanzo… Vi annoiano le descrizioni? Ma queste quattro notizie piaceranno ai miei piccoli amici di Lanzo! Le più emozionate comunque allora erano le mamme dei piccoli che, orgogliosi dei loro nuovissimi zainetti e di tutto il loro contenuto, scrutavano con curiosità la gente per scoprire il volto delle nuove maestre. Ora le conoscerai, ripeteva mamma Paola a Luca di prima classe, che si guardava attorno alla ricerca di quella promessa rassicurante. La folla dei bambini, dei genitori, dei nonni, delle baby sitter, dei vicini di casa era ferma lì e incombeva sulla cancellata, che si ostinava a restare chiusa. Perché? La bidella arrivò trafelata, aprì i cancelli e il preside, inquieto, prese autorevolmente la parola. Cari bambini, cari genitori – esordì con tono deciso e andando al sodo della questione -, siamo tutti nei pasticci: oggi è il primo giorno di scuola, ma nessun insegnante si è presentato…. Poi, alzando gli occhi al cielo sospirò: È un disastro, anzi è un mistero…. I piccolini lo guardavano con sospetto e delusione: che scuola era senza le maestre? Alcuni, solo alcuni, fra i grandi esultarono vergognosamente (possiamo capirli…) all’idea delle prolungate vacanze, ma fu solo per un momento; poi qualcuno di quinta lanciò un’idea. Signor preside, potrebbe lasciarci entrare per risolvere questo mistero?. Il dirigente li guardò e poiché quelli erano i suoi ragazzi e meritavano fiducia, concluse che sarebbe stato opportuno lasciar risolvere a loro l’enigma… I bambini si riversarono in palestra, quelli di terza, quarta e quinta presero i più piccoli per mano, per rassicurarli, e spiegarono loro come era fatta una scuola e com’era bello trovarsi lì, ai piedi delle valli, come in una grande famiglia… Nessuno pianse quel giorno a Lanzo Torinese, tutti lasciarono mamma, papà, nonni e nonne, convinti e affascinati anche un po’ dall’avventura. Cosa sarà accaduto alle maestre? si chiesero i bambini. Le ipotesi piovvero come tegole sull’assemblea. E se qualcuno le avesse rapite?. No, si sono tutte ammalate, hanno preso un virus specifico. Macché, sono tutte in crociera verso i mari del Sud!. Già, è probabile, le abbiamo fatte spesso arrabbiare lo scorso anno e così oggi non sono venute…. E se fossero andate a fare shopping, o dal parrucchiere, o in palestra perché si sono dimenticate di noi?. Banale! Secondo me le invidiose streghe del Gran Consiglio hanno trasformato le maestre in draghi …. Gli sguardi inorriditi dei piccoli e quelli perplessi e acuti dei più grandi si incrociarono… Fu allora che Aleksa timidamente, ma non troppo, provò a rompere la cappa di incertezza: E se avessero voluto tornare bambine? Forse si saranno stancate di dover prendere decisioni, correggere compiti, aiutare bambini difficili, portare pazienza, spiegare cento volte la stessa cosa…. Il silenzio diventò di ghiaccio. E come? Come saranno tornate bambine? E dove? E torneranno qui da noi?. Forse… io so cosa può essere accaduto – continuò Aleksa -: ci hanno fatto tanto amare i libri! Quante favole ci hanno raccontato, quante avventure, gialli e romanzi storici! Ecco dove si sono rifugiate: nei libri!. Molti erano d’accordo. La mia maestra è diventata Cenerentola, o forse Biancaneve…. La mia di sicuro la Trinciabue, o la Tiramisù… . La mia si è trasformata in Geronimo Stilton, o nel Piccolo Lord!. Forse la mia maestra ha preferito diventare Alice o Uffabaruffa!. E se andassimo a riprendercele?. Siiiii! E dove? Andiamo alla ricerca in biblioteca! – propose il gruppo degli accaniti lettori -. Ciascuno sfoglierà un libro, lo leggerà a voce alta e le maestre protagoniste, sentendo le nostre voci, capiranno e ritorneranno da noi. Ma noi di prima classe non sappiamo leggere! protestò Anna. Ci sono libri con poche parole e molte figure. Darete il vostro contributo e noi vi aiuteremo! la rassicurarono i più grandi. Decine di bambini si tuffarono nella lettura più sfrenata di centinaia di libri. La biblioteca diventò affollatissima. Libri pop-up cartonati, tascabili, illustratissimi, preziosi, interattivi, romanzi classici… gli ultimi best seller vennero stanati dagli scaffali con entusiasmo. Ogni tanto dalla biblioteca si sentivano sospiri e qualche incoraggiamento, tanti ohhh! di meraviglia e poi applausi e urrah! di esultanza. Le maestre erano davvero ritornate bambine, alla scoperta dei libri e delle avventure più belle che avevano popolato i loro sogni e quelli dei loro bambini, ma al richiamo delle voci dei bambini-forti-lettori erano ritornate a scuola. Ma erano cambiate: erano vestite con abiti variopinti, come quelli delle fate e avevano in mano il loro libro tutto d’oro. Bentornate, gentilissime signore – annunciò loro il preside -, ora finalmente possiamo incominciare l’anno scolastico… E fingiamo che non sia accaduto nulla!. Invece era accaduto tutto. Ciascuna maestra ebbe la sua classe. Ciascun bambino ebbe la sua maestra… ed era una maestra speciale!

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