Che freddo, anzi che caldo!

Da un inverno tiepido, al grande freddo. È una situazione coerente con il riscaldamento globale annunciato?
Versoix

Versoix, lago Lemano, Svizzera. Ma potremmo essere in Italia, o di uno dei Paesi dell’Europa stretti nella morsa del gelo, succeduto a un inverno prima mite. Poi all’improvviso il freddo. Nel frattempo in Alaska si sudava, nella penisola Arabica imperversava una tormenta di sabbie caldissime, e ad Adelaide e nel Cono Sud delle Americhe le temperature erano elevatissime.
È coerente questo freddo con il riscaldamento globale? Sì. Uno degli effetti del cambiamento climatico è l’accentuarsi di fenomeni estremi: estati più lunghe, inverni con improvvise cadute della colonnina del mercurio, piogge torrenziali, siccità e, magari a pochi chilometri, alluvioni. Se ai Poli i ghiacci si sciolgono, nelle zone più calde aumenta l’evaporazione dei mari. Questo mix sta modificando il delicato gioco delle correnti che determinano il clima nel mondo. Un indicatore delle oscillazioni climatiche in corso, provocate dall’effetto serra, è la presenza di anidride carbonica nell’atmosfera: alla fine del XVIII secolo, se ne contabilizzavano 280 parti per milione; oggi siamo a quasi 400 ed è in crescita. Forse, prima ancora che la crisi finanziaria, la vera emergenza è ambientale.

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