Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Persona e famiglia > Media e temi caldi

Charlie e la mancata cittadinanza Usa

di Maddalena Maltese

- Fonte: Città Nuova

Una Commissione del Congresso ha votato all’unanimità il permesso di soggiorno permanente per la famiglia Gard e non la cittadinanza come in tanti hanno scritto. Serve il sì delle due Camere perché diventi legge e serve verificare le notizie

Charlie Gard

La notizia della cittadinanza statunitense concessa al piccolo Charlie Gard, il bimbo britannico affetto da una rara malattia genetica e che una controversa giurisprudenza ha destinato alla morte, ha fatto il giro del mondo in breve tempo e ha inondato la rete di articoli, commenti, like e polemiche. Peccato che la notizia si sia rivelata imprecisa e abbia costretto dopo diverse ore a rettifiche e smentite. Il sito del Congresso Usa che pubblica quotidianamente i lavori delle due Camere non ne conteneva cenno, ed era solo la relazione della Commissione a dedicare poche righe al bimbo: ma tanto è bastato per scatenare titolazioni ad effetto non verificate, se non per i tweet di due deputati che avevano votato un emendamento a riguardo.

Charlie non ha ottenuto la cittadinanza e non ha neppure ricevuto un permesso di soggiorno permanente negli Usa, la cosiddetta Green card. Che cosa è realmente accaduto martedì sera per convincere tanti colleghi che Charlie era diventato cittadino statunitense? Una commissione del Congresso Usa che si occupa di immigrazione ha approvato all’unanimità l’emendamento proposto dal deputato repubblicano Jaime Herrera Beutler, che chiedeva di concedere un permesso di residenza permanente al bambino inglese. L’emendamento perché diventi legge deve essere votato dalla Camera dei Rappresentanti e dal Senato. E infine è la firma del presidente a renderlo operativo. Un iter lungo quindi, che ha appena iniziato a muovere i primi passi. Eppure la notizia della cittadinanza ha inondato la rete senza approfondire il fatto, se non dopo parecchie ore e dopo che i media statunitensi avevano chiarito che la proposta di permesso di soggiorno non equivale alla cittadinanza: quindi nella diatriba giuridica sul destino di Charlie non ci si potrà appellare al fatto che il Regno Unito stia rifiutando le cure ad un cittadino statunitense.

La Green Card, proposta per la famiglia Gard consente un tempo di residenza illimitato negli States e permette di lavorare, di acquistare casa, di contribuire con le tasse alla spesa del Paese; ma non garantisce i diritti civili e politici della cittadinanza, a cui si accede dopo cinque anni di permesso permanente.

Questi i fatti. Va poi aggiunto che nella proposta di legge votata in Commissione sono contenute disposizioni sui finanziamenti alla costruzione del muro con il Messico, misure restrittive sulla politica migratoria e il divieto di usare i fondi dell’agenzia per l’immigrazione per favorire gli aborti e le pratiche sanitarie ad esso collegate. L’iter si annuncia piuttosto complesso visti i temi molto caldi e l’emendamento di Charlie rischia di smarrirsi per via: anche perché, scoperta la proposta del deputato Beutler – sensibile al problema poiché la figlia è affetta da una malattia rara – la piazza delle polemiche social è stata inondata di commenti, che contestano la scelta dei Repubblicani di salvare Charlie e di preparare al contempo una riforma sanitaria che non garantirà cure a migliaia di bambini statunitensi. I toni sono ancora aggressivi e irrispettosi, tipici di quel clima da campagna elettorale di cui il Paese fatica a liberarsi. Ci auguriamo che le speranze della famiglia Gard e la vita di Charlie siano preservate da queste parole vane e metta un freno alle polemiche. Noi giornalisti potremmo contribuirvi per primi: anzitutto verificando le notizie, e poi lasciando parlare i fatti più che le opinioni.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876