Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Arte e Spettacolo

Cha cha cha

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova


Tra le uscite del week end segnaliamo l'ultimo film di Marco Risi, Tulpa di Federico Zampaglione, L’uomo d’acciaio, diretto da Zack Snyder e Stoker di Chan-wook Park

Cha cha cha

A casa nostra esce Cha Cha Cha di Marco Risi con la coppia Luca Argentero-Eva Herzigova affiancati da Pippo Delbono e Claudio Amendola. Un bel thriller con un Argentero imbruttito e inselvatichito nel ruolo del detective Corso che deve indagare su misteriosi delitti. Ci riuscirà, anche se il poliziotto Amendola è troppo ambiguo e l’avvocato Delbono abbastanza perfido.

Film di una Roma cupa e desolata – girato prima de La grande bellezza di Sorrentino – di cui sembra un preludio nell’aria fosca e nell’indagine molto sociale su corruzione e potere. Non c’è molto da sperare, ma Argentero non ci sta al gioco sporco e combatte duro. Ricco di citazioni, con un buon ritmo e scazzottate al punto giusto, lascia con un po’ di amaro in bocca per questa Roma, cioè noi, affaticata a sopravvivere.

 

Sempre made in Italy è Tulpa di Federico Zampaglione con Claudia Gerini, Michele Placido, Michela Cescon a narrare la doppia vita di una donna, manager di giorno e trasgressiva di notte. Oscuro, notturno, è un ritratto al nero di una donna di una umanità priva di qualsiasi luce, dove scorre tanto sangue (e anche certo un compiacimento per le storie al limite).

 

Da Hollywood arrivano le due ore e mezzo circa di L’uomo d’acciaio, diretto da Zack Snyder con l’inglese Henry Cavill – quello dei Tudor e di Immortals – nei panni del figlio del pianeta Krypton catapultato in terra dove diventa Superman. Gli Usa non riescono a fare a meno di eroi salvatori ed anche Clark, cioè Superman, è un messia inviato a salvare – con accenti vagamente cristologici, molto New Age – la terra dai cattivi di Krypton dopo aver lottato per farsi accettare dai terrestri, grazie alla solita giornalista intelligente e bellina (Amy Adams). È un eroe buono, ha una sua morale e se uccide è proprio a fin di bene. Il cast contempla anche il redivivo Kevin Kostner – il padre terrestre di Clark – e Russel Crowe – il padre “celeste”, cioè di Krypton.

Effetti speciali da impazzire, si viaggia nel cosmo e fra distruzioni immani della povera America (sempre il terrore delle Torri Gemelle) con lo scontro finale- già dai tempi del western e del cappa e spada- tra i due pesi massimi, cioè Clark e il nemico. Cavill presta il corpo palestrato e il sorriso ad un Superman sovente melanconico e turbato, che è la nota originale dello spettacolone in 3 D.

 

Stoker di Chan-wook Park è la storia di India, ragazza orfana di padre. Lo zio Charlie, innamorato della cognata Evie (Nicole Kidman, rifatta e non al meglio, purtroppo) si instaura in casa. È un tipo losco, problematico. Il film diventa un thriller psicologico-familiare ad alta tensione in cui la ragazza viene coinvolta gradualmente arrivando ad un destino tragico che le cambia la personalità. Coinvolgente al punto giusto, ben recitato e non senza ambiguità e colpi di scena.

 

 

Passioni e desideri, diretta da Fernando Meirelles, vorrebbe essere u n film sull’amore, giocato su attori  come Anthony Hopkins, Rachel Weisz, Jude Law e amici. Ambientato tra Vienna, Londra, Parigi, New York e Rio de Janeiro racconta incontri che dovrebbero essere d’amore con differenti punti di vista. Interessante ,ma avrebbe potuto scavare molto di più, anche avendo a disposizione fior di interpreti.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876