Cesare deve morire

Meritato quanto inaspettato Orso d'oro al Festival di Berlino, l'ultimo film dei fratelli Taviani è un piccolo grande capolavoro.
Scena da "Cesare deve morire"

Meritato quanto inaspettato Orso d'oro al Festival di Berlino, l'ultimo film dei fratelli Taviani è un piccolo grande capolavoro. Racconta del Giulio Cesare di Shakespeare rappresentato dai detenuti della sezione di Alta sicurezza di Rebibbia, che diventa occasione e pretesto per mettere in scena una parabola sull'arte come strumento di riscatto, mezzo per sublimare vite che sembrerebbero compromesse. Il dramma teatrale finisce così per specchiarsi nel dramma dei suoi interpreti, paradossalmente più a loro agio nelle vesti di attori che in quelle di loro stessi, delineando una sorta di teatro nel teatro dove la macchina da presa quasi scompare, a trasformare il carcere in quell'unico grande palcoscenico che è la vita. A Shakespeare sarebbe sicuramente piaciuto.
Regia di Paolo e Vittorio Taviani; con Giovanni Arcuri, Cosimo Rega, Antonio Frasca, Maurilio Giaffreda.

Valutazione della commissione nazionale film: complesso, problematico (prev).

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