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Ambiente > Ambiente

Centrale di Vado Ligure e salute

di Silvano Gianti

- Fonte: Città Nuova

Botta e risposta tra uno studio del CNR, che ha riscontrato un aumento di mortalità (nel periodo 2001-2013) nell’area circostante l’impianto, e la Tirreno Power, la quale afferma che i dati sono vecchi e la stessa Arpal (Agenzia regionale per l’ambiente) ha riconosciuto la qualità ottima dell’aria intorno alla centrale (gli impianti a carbone incriminati sono stati chiusi 5 anni fa).

Torna a far discutere la Tirreno Power la centrale elettrica di Vado Ligure. La rivista Science of the Total Environment ha recentemente pubblicato una ricerca, a cura dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, da cui risulta che dal 2001 al 2013 si è registrato un aumento della mortalità pari al 49% nell’area della centrale (a carbone fino al 2014).

Nei 12 comuni considerati, nelle aree a maggiore esposizione a inquinanti sono stati riscontrati eccessi di mortalità per tutte le cause (sia uomini che donne +49%)”, rileva Fabrizio Bianchi, del Cnr-Ifc. Gli epidemiologi ambientali dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa hanno studiato l’impatto sanitario sulla popolazione.

La Tirreno Power è in funzione dal 1970 e alimentata a carbone fino al 2014 quando la procura di Savona fece fermare gli impianti per disastro ambientale doloso. La ricerca evidenzia poi l’aumento della mortalità «per malattie del sistema circolatorio (uomini +41%, donne +59%), dell’apparato respiratorio (uomini +90%, donne +62%), del sistema nervoso e degli organi di senso (uomini +34%, donne +38%) e per tumori del polmone tra gli uomini (+59%)».

È stata valutata in particolare la relazione tra l’esposizione agli inquinanti atmosferici emessi dalla centrale e il rischio di mortalità e ricovero in ospedale in 144.019 persone, identificate con indirizzo di residenza e analisi dei ricoveri in ospedale. I dati, prosegue Bianchi, indicano che, «anche considerando le diverse fonti inquinanti cui sono stati esposti i cittadini, ci sono stati forti eccessi di rischio di mortalità prematura e ricovero ospedaliero per i residenti intorno alla centrale a carbone di Vado Ligure, con numerosi eccessi di mortalità e ricovero in ospedale, in particolare per le malattie cardiovascolari e respiratorie».

La ricerca prosegue indicando che «le centrali per la produzione di energia alimentate a carbone rappresentano una fonte significativa di inquinanti atmosferici che impattano a livello locale e globale. Oltre alle note emissioni di biossido di carbonio (CO2), che contribuiscono al riscaldamento globale, ci sono quelle di biossido di zolfo (SO2), che sono associate a effetti dannosi per la salute».

Lo studio auspica che «si sposti con urgenza l’attenzione sulle valutazioni preventive degli impatti sulla salute, e quindi sulle fonti che si conoscono come maggiormente inquinanti, anziché valutare i danni alla salute già verificatisi a causa delle esposizioni». E che «i risultati presentati possano stimolare decisioni a favore della riduzione dei livelli di esposizione riconosciuti dannosi per l’ambiente e la salute e della realizzazione di studi analitici e di programmi di sorveglianza adeguati. Gli autori della ricerca confidano che lo studio condotto a Vado Ligure possa contribuire a fornire ulteriore alimento all’ampio dibattito in corso sulle opzioni di de-carbonizzazione e di contrasto ai cambiamenti climatici».

La Tirreno Power con una nota precisa: «I dati teorici riproposti sono vecchi e sono già stati confutati dai dati reali pubblicati nel luglio del 2018 nel documento ufficiale dell’Osservatorio salute e ambiente della Regione Liguria. È necessario ricordare che l’osservatorio nato proprio per verificare l’impatto ambientale e sulla salute della centrale di Vado Ligure ha concluso le indagini escludendo in modo chiaro e documentato qualsiasi impatto dell’impianto. L’Osservatorio ha già esposto in modo netto le proprie conclusioni dopo avere esaminato tutti gli studi, compreso quello del CNR che oggi viene tirato fuori nuovamente a distanza quasi due anni. I dati di Arpal (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure) affermano che la qualità dell’aria intorno alla centrale è sempre stata ottima e nulla è cambiato dopo la chiusura degli impianti a carbone avvenuta ormai cinque anni fa. Anche i dati sanitari ufficiali documentano che la situazione nella area di Vado Ligure è complessivamente migliore rispetto a quella del resto della Liguria».

 

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