C’è pasta per te

Quella che vi racconto adesso è di quelle informazioni decisamente notevoli e ha un nome: CATERINA.
Illustrazione c'è posta per te
Quando la notizia è buona, vien voglia di diffonderla fra gli amici. Se è buonissima, vien voglia di raccontarla a tutti, amici vicini e lontani. Infatti quella che vi racconto adesso è di quelle informazioni decisamente notevoli e ha un nome: CATERINA.

Cos’è? Una bambina? No. Un gioco? Neppure. È un fatto.

Caterina è la mamma di Bruno.

Bruno è un distinto signore di Verona che da moltissimi anni vive e lavora negli Stati Uniti, dove ha sgobbato moltissimo. Sì, proprio così, perché si capisce che, senza sforzi, si ottengono mediocri risultati.

 

Un giorno Bruno, là in America, ha mostrato a Caterina la desolazione di molti bambini e ragazzi che non avevano di che cenare e buttavano via la loro vita sfortunata.

«Vedi, mamma, loro non mangeranno nulla questa sera, perché i loro genitori non hanno la possibilità di dare loro un pasto…». Il cuore di Caterina batteva forte.

«Possibile? Allora forse potresti provvedere tu a dare loro un pasto!?». «Beh, mamma, è una bella idea, questa, ma non facile, devo pensarci bene!», avrà detto Bruno, ma già i suoi occhi vedevano il locale dove avrebbe ospitato i ragazzi, a cui avrebbe offerto spaghetti e maccheroni gratis!

E poi? «Ma non basta la pasta! – avrà pensato Bruno –. Qui ci vuole “pasta” per l’anima! Devono imparare a stare bene insieme. Chiamerò degli educatori che giochino con i bambini, che facciano fare belle esperienze da ricordare e da imparare».

 

Così è nato un ristorante speciale, dove i bambini arrivano in pullman, mangiano spaghetti a volontà e giocano fra loro con gli educatori, fino a quando ritornano alle loro case, sempre con il pullman messo a loro disposizione.

Se passate ad Anaheim, in California, potreste sbirciare e constatare di persona quali miracoli facciano l’attenzione e la generosità. In questo caso di “Bruno e Caterina”, il nome della fondazione da lui creata per aiutare i bambini in difficoltà. Grazie Bruno! Immaginiamo che il più fortunato e felice sia tu, visto che fare il bene conviene!

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