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Il caso dei paradisi fiscali in Europa

Tratto dal numero di giugno della rivista Città Nuova. Un serio problema da risolvere. Il nodo del Consiglio europeo che frena ogni riforma. Non sono pochi i Paesi a fiscalità agevolata tollerati in Europa. Secondo l'economista di Berkeley, Gabriel Zucman, concentrano su di sé il 10% del Pil mondiale. Le imprese multinazionali vi trovano condizioni fiscali particolarmente favorevoli e per questo vi stabiliscono la propria residenza fiscale, beneficiando di un vantaggio competitivo rispetto alle imprese degli altri Stati. Dall’Italia drenano circa il 19% (7 miliardi di euro) del totale delle imposte sulle società. Lussemburgo, Irlanda, Olanda, Belgio, Malta, Cipro e Ungheria si comportano esattamente come paradisi fiscali, ma non rientrano nella black list europea proprio in virtù della loro appartenenza all'Unione. Come è stato possibile in un continente che ha registrato, in 20 anni, il più impressionante processo di integrazione fra Stati sovrani – dalla fondazione degli Stati Uniti d'America in poi – non omologare anche le condizioni fiscali? L'accelerazione dei processi di globalizzazione, la maggiore mobilità di capitali e la smaterializzazione dei processi finanziari ed economici, legati anche allo sviluppo delle nuove tecnologie, sono alla base di questo fenomeno. Continua...

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