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Cultura > Arte e Spettacolo

Carol

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova


In attesa dell’arrivo di una nuova tornata di film  ‒ la settimana  prossima tocca a Tornatore e al film vincitore del Leone veneziano “Ti guardo” – e dopo i milioni o miliardi incassati da Zalone e "Star Wars", ecco un’uscita molto reclamizzata

Cate Blanchett in “Carol”

Supercandidato agli Oscar, il film di Todd Haynes racconta della ricca signora che s’innamora – lei sposata con figlia – di un'aspirante fotografa, Therese (Rooney Mara, premiata a Cannes) che fa la commessa in un negozio di giocattoli a New York ed è fidanzata con un giovane che la vorrebbe sposare. Il rapporto fra le due, dapprima lontano poi si avvicina e scoppia, fra turbamenti della signora (Cate Blanchett), relazioni difficili con l’ambiente degli anni Cinquanta e insicurezze personali di entrambe (meno della ragazza, più disinibita).

Un altro film al femminile di amore omosessuale (ricordiamo l’italiano "Io e lei" e poi gli americani "Freeheld" e "About Ray"), secondo una esplicita campagna ideologica.

Il film è ben fatto, lussuoso, denso di atmosfere eleganti – qualcuno azzarda “viscontiane” – di una sensualità algida e Cate Blanchett – per la quale sembra sia fatto il lavoro – brilla nella sua capacità di adattarsi ai ruoli più svariati, sempre con raffinata freddezza.

Il film non commuove,  appunto. È una grande lezione di stile e di interpretazione, ma è troppo glamour per suscitare emozioni e troppo “alla moda” per risultare profondamente sincero, anche se il regista si chiama Todd Haynes e la ricostruzione ambientale è perfetta.

Riproduzione riservata ©

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