Cana e pre-Cana

Da Città Nuova n. 10/1962, una intervista di Guglielmo Boselli a padre Pedro Richards (nella foto), fondatore del Movimiento Familiar Cristiano.
Padre Pedro Richards

Da Città Nuova n. 10/1962, una intervista di Guglielmo Boselli a padre Pedro Richards (nella foto), fondatore del Movimiento Familiar Cristiano, e a due coniugi uruguaiani, dirigenti dello stesso, in occasione di un loro passaggio a Roma. Il titolo dell’articolo si riferisce alle conferenze parrocchiali dette di Cana e pre-Cana: una delle tante iniziative apostoliche di questo movimento che, proprio negli anni Sessanta, aveva uno sviluppo straordinario in tutta l’America Latina. Qui riportiamo un brano dell’intervista a padre Richards, religioso passionista.
 
Il padre Richards, iniziatore e anima del Movimiento, possiede quelle qualità che subito ti fan trovare a tuo agio, chiunque tu sia, in un rapporto comunicativo, semplice e cordiale; con la sua speditezza spontanea, la limpidezza dell'atteggiamento, la chiarezza lineare delle idee, la carità senza gonfiature, ti porta su un piano puro e spirituale, in cui ti senti benissimo.
«Come mai, padre, è nata in lei questa ansia di dedicarsi anima e corpo al lavoro in mezzo alle famiglie?», gli chiedo. «Forse – comincia dopo un attimo di esitazione – all'inizio mi ha aiutato la sensibilità particolare che ho ereditato dai miei». Il padre è argentino, ma di famiglia venuta dall'Irlanda: «E gli irlandesi, perché cattolici, per ben sette secoli subirono persecuzioni». In Irlanda la persecuzione fu dura: c'era persino una taglia sulla testa di chi, irlandese, si azzardasse a insegnare. «La fede, che non poteva conservarsi attraverso l'insegnamento della Chiesa, né attorno alle scuole, si salvò nella famiglia».
«Avevo dunque nel sangue l'esperienza di settecento anni, che mi diceva il valore del focolare. Per me irlandese era chiaro, chiarissimo, perché Gesù ha dato trent'anni della sua esistenza terrena alla vita di famiglia; perché il primo miracolo l'ha fatto a favore della famiglia; perché ha istituito, come sacramento sociale, quello del matrimonio». È la scuola della vita comunitaria cristiana, e ha questo di unico; che per quanto si faccia, l'istituto famigliare è troppo insito nella natura stessa dell'uomo, per poter essere scardinato, anche dove – come ora nell'oltre-cortina – lo si attenta violentemente. Contro le leggi di natura non si può lottare: a lunga scadenza riprendono il sopravvento.
«Ebbene, può darsi che anche in America Latina venga domani questo tempo di persecuzione. A Cuba è già così. E allora, come in Irlanda, la fede si preserverà nella famiglia. Ma – aggiunge il padre con vigore –, se è vero che oggi non c'è da noi la persecuzione violenta, c'è però quella che san Girolamo chiamava la "persecuzione soave": danaro, lussuria, amicizie nocive, ambiente corrotto. In tutti i Paesi è in atto».

Guglielmo Boselli

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