Camminando lungo lo spartiacque

Un eterosessuale e un omosessuale, in cordata. Tra sole e neve. 
L'affilata cresta del Lyskamm sul gruppo del Monte Rosa
Appartengo al Movimento dei focolari. Un giorno, si avvicinò alla comunità un giovane, desideroso di conoscere la spiritualità dell’unità. Mi ritrovai ad ascoltarlo per ore e ore. L’indomani tornò. E venne spesso durante quell’autunno. Finché in un’assolata domenica piena di neve bianchissima, mi disse: «Io voglio essere come te e vivere questa meravigliosa spiritualità dell’unità, ma – un lungo momento di silenzio, poi due lacrime grosse come more mature – io sono omosessuale. Ho avuto un paio di esperienze di convivenza, ciascuna delle quali di vari anni, ed ora sto scappando da chi mi vuole con sé».

 

Non risposi nulla. Lo avevo capito da tempo, ma aspettavo che fosse lui a dirlo. Solo guardai la neve e mi venne spontaneo pensare a voce alta: «Sotto questa coltre bianca ci può essere di tutto, ma in questo momento il sole vede solo il candore della neve e gioca con lei, riflettendosi nei suoi cristalli e, se ci mettiamo nel punto giusto, lo vedremo anche rifrangersi nei colori dell’arcobaleno». E lui: «Sì, ma il sole scioglie la neve! E quando questa coltre bianca sarà solo fango, si vedrà quello che ora nasconde».

 

Continuando con l’immagine del sole e la neve, gli risposi: «Questo succede qui in pianura, ma sulle vette che vediamo laggiù, tra i ghiacciai perenni delle nostre montagne, la neve non si scioglie mai, neppure a ferragosto!».

«Quindi dobbiamo stare sempre sulle vette?»; «Se vogliamo davvero vivere questa spiritualità, dobbiamo camminare sempre sullo spartiacque, tenendo sempre gli scarponi nella neve e non sganciando mai il moschettone dalla cordata».

Terminammo rileggendo la Parola di vita di quel mese che, guarda caso, diceva: «Chi ascolta la Parola è già mondato». Ci guardammo sorridendo, in silenzio. Poi dal cuore mi venne spontaneo confidargli: «Se il nostro desiderio è vivere come Chiara Lubich ci insegna, dimmi cosa cambia tra me e te? È come se fossimo entrambi un po’ zoppi. Tu da una gamba e io dall’altra: a te piacciono gli uomini e a me le donne. Se ci lasciamo condizionare dal piacere, siamo entrambi nei guai! Ragion per cui: restiamo sullo spartiacque e continuiamo a camminare tra la neve e il sole».

 

L’anno seguente il mio compagno di viaggio venne spessissimo a trovarci. Raccontava come aveva vissuto la Parola di vita e noi facevamo lo stesso. Era felice! Qualche mese dopo, un amico di grande esperienza mi suggerì di integrarlo in un gruppo di giovani sposati, confidando al loro responsabile la situazione. Dopo un mesetto il mio amico era perfettamente inserito nel gruppo. Il suo sogno (e il mio) si era avverato. Durante i meeting internazionali o gli incontri che prevedevano il pernottamento, cercavamo insieme la soluzione più adeguata (era il primo a chiederlo).

 

In seguito, però, cominciò a diradare le sue frequenti visite… Poi, un giorno, un giorno plumbeo e silenzioso, partì per l’Inghilterra: un ottimo lavoro, un’opportunità imperdibile. Lo accompagnai al treno, lo aiutai a caricare la valigia. Non mi guardava negli occhi, già non si poteva dir nulla, già era diverso. Solo una stretta di mano, senza parole.

Dopo vari mesi ricevetti una cartolina con l’immagine di una città grigia e fangosa. Solo tre righe: «Sono sceso dalle vette, sono ammalato, morirò presto. Ma tu resta sullo spartiacque, ti prego. Solo così altri come me riusciranno a salirci e a restarci fino alla fine».

 

Spesso ho pensato, parafrasando la frase di Gesù che parla di due ciechi, che «se uno zoppo guida un altro zoppo, finiranno entrambi in un fosso». Ma ho anche pensato che nel «dove due o più sono uniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro», Gesù non ha specificato chi devono essere quei due o più. Quindi anche tra due zoppi può esserci la sua presenza! E lui è «la via, la verità e la vita».

 

Dopo tanti anni, continuo a camminare con gli scarponi tra la neve e il sole. Sono scivolato a valle un’infinità di volte, ma non ho mai sganciato il moschettone dalla cordata. Anche per lui. Anche per quelli come lui, zoppi dall’altra gamba.

G. G.

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