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In profondità > Chiesa cattolica

Camillo de Lellis

di Elena Cardinali


Soldato di ventura senza arte né parte, giocatore d’azzardo, giovane dissoluto, Camillo de Lellis (1550-1614) è protagonista di una folgorante conversione che lo farà un gigante nel servizio e nell’assistenza dei malati.

Camillo de Lellis

Appartenente ad una nobile famiglia abruzzese, figlio di un capitano di ventura, Camillo de Lellis nasce a Bucchianico in provincia di Chieti nel 1550. Giovanissimo segue le orme paterne e si avvia alla carriera militare, dapprima al soldo di Venezia e poi di Napoli.

Appassionato del gioco d’azzardo, si dà ad una vita dissoluta dissipando tutti i suoi averi, fino al 1575, quando, a causa di una grave ferita, viene ricoverato all’ospedale S. Giacomo di Roma.

È qui che matura la sua conversione e la sua vocazione all’assistenza dei malati. Nel 1582 dà vita alla Compagnia dei Ministri degli Infermi; si trasferisce nel convento della Maddalena e inizia a prestare servizio presso l’ospedale di Santo Spirito in Sassia. Sotto la guida spirituale di Filippo Neri, Camillo è ordinato sacerdote nel 1583.

Nel 1591 papa Gregorio XIV riconosce la Compagnia come Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi e accoglie la domanda di Camillo de Lellis di portare sulla veste una croce rossa.

L'Ordine si diffonde rapidamente in molte città italiane – Napoli, Milano, Genova, Palermo, Bologna Mantova -, nelle quali Camillo fonda nuove comunità.

Gravemente malato, nel 1607 lascia la direzione dell'Ordine, ma continua ad assistere i malati con amore e dedizione totali fino alla morte, avvenuta nel luglio del 1614.

Vissuto negli anni compresi tra la seconda metà del secolo XVI e l’inizio del XVII  – in un’epoca segnata dalla Riforma protestante e dalla Riforma cattolica; da guerre, carestie e pestilenze; in un’Italia divisa in principati e repubbliche – Camillo si fa promotore di un programma sanitario rivoluzionario che pone il malato al centro dell’attenzione di tutto il personale ospedaliero: il medico, l’infermiere, il cappellano. Alla base  pone la regola che riconosce nell'ammalato Gesù sofferente nella sua Passione.

Un programma fondato sull’esercizio instancabile e radicale della carità e sul rispetto della dignità del malato, che ha gettato le basi dell’assistenza ospedaliera e infermieristica moderna.

Proclamato santo nel 1746 da papa Benedetto XIV, sarà dichiarato Patrono degli ospedali e dei malato da Leone XIII. 

 

Per saperne di più leggi la biografia Camillo de Lellis, “più cuore in quelle mani!” di Mario Spinelli (Città Nuova, pp. 256; € 17,00)

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