Calda caldissima Terra

Una bolla d’aria calda, vasta all’incirca quanto la metà del Mediterraneo, ha attraversato l’Europa meridionale proprio in questi giorni di fine giugno. Per nostra fortuna il fenomeno non è durato più di una settimana.Ma si potrà ripetere. Abbiamo visto friggere letteralmente le uova sul davanzale in cemento di una finestra mentre il termometro, applicato esternamente sulla parete, superava i 49 gradi. Contemporaneamente le isole britanniche e parte dell’Europa del nord sono state devastate da piogge cicloniche. In sostanza, si sta verificando esattamente quanto annunciato a più riprese da chi aveva previsto tutto ciò. E non si è trattato di cartomanti, ma dei maggiori scienziati interpellati a questo scopo. Non si può dunque dire che non se ne sia parlato. Forse, piuttosto, si dovrà ammettere che si è parlato troppo e fatto troppo poco. Cioè quasi niente. È ormai evidente che anche l’uomo, con le sue attività industriali e di vita quotidiana, sta modificando l’ecosistema terrestre in modo sostanziale e tale che, se non si decide a regolare le proprie abitudini consumistiche sfrenate, il sistema Terra sarà obbligato a comportarsi in maniera molto diversa da come lo abbiamo conosciuto fino ad ora, e il clima come oggi lo conosciamo sarà destinato a cambiare, anzi sta già cambiando. Che cosa stanno facendo i Paesi industrializzati? I mutamenti climatici rappresentano un problema di impor- tanza globale. I leader politici di tutto il mondo ne stanno discutendo (come nell’ultimo incontro dei G8 a giugno), ma ancora troppi interessi economici influenzano le loro scelte; molti importanti Paesi industrializzati ancora non accettano il famoso Protocollo di Kyoto che impone dei limiti alle emissioni di gas serra. L’Unione europea (Ue) è in prima linea nella lotta al cambiamento climatico. La Commissione europea ha adottato numerose misure per aiutare gli Stati membri dell’Ue a rispettare i limiti imposti dal Protocollo di Kyoto. Come può funzionare tutto ciò? I governi stabiliscono limiti alle emissioni dei settori energetico e industriale fissando delle quote di emissione. Le aziende possono commerciare le quote per mantenere bassi i costi. Altre misure adottate dall’Ue sono volte a migliorare l’efficienza energetica degli impianti industriali, degli edifici e degli elettrodomestici. Il mondo dell’industria si sta adeguando attraverso l’adozione di processi di produzione più rispettosi dell’ambiente; è il caso ad esempio delle industrie automobilistiche. Una migliore efficienza energetica si traduce in minori emissioni di anidride carbonica (che è uno dei gas serra più importanti). Che cosa possiamo fare noi cittadini? Il commissario europeo per l’Ambiente Stavros Dimas ha dichiarato: Generalmente si tende a credere che le scelte individuali dei singoli non possano incidere sulle questioni riguardanti il bene comu- ne. Ma non è così. Visto che il nostro stile di vita è il fattore determinante del cambiamento climatico, con il nostro comportamento possiamo contribuire a combatterlo. Ognuno di noi, attraverso scelte responsabili e rispettose dell’ambiente, può dare il proprio contributo. È per questo che la campagna europea di sensibilizzazione in materia di cambiamento climatico, ha lanciato il seguente slogan: Sei tu che controlli i cambiamenti climatici. Abbassa – Spegni – Ricicla – Cammina – Cambia. In conclusione La dove si può è bene usare i piedi, la bicicletta o i mezzi pubblici. Evitare di buttare via le cose con leggerezza o di usarle pensan do che tanto ne abbiamo quante ce ne pare, il fatto di avere a disposizione quello che si vuole, quanto se ne vuole e quando si vuole, non giustifica l’uso sconsiderato dei beni: prima o poi tutto finisce, e se anche non finisse, l’uso sconsiderato può, a lungo andare, avere gravi conseguenze sull’ambiente. Bisogna sempre pensare che un piccolo gesto moltiplicato per milioni e milioni di uomini, è un grande gesto. Benché la popolazione europea rappresenti solo il 7 per cento della popolazione mondiale, essa utilizza il 20 per cento delle risorse naturali del pianeta… e gli altri? Ogni giorno in Europa gettiamo una quantità di imballaggi equivalente al peso di 4 mila torri Eiffel e il 10 per cento delle emissioni di anidride carbonica nell’Ue è prodotta dalle automobili ad uso privato. Un terzo del consumo complessivo di energia, sempre nell’Ue, è rappresentato dai consumi domestici (riscaldamento, raffreddamento, e condizionamento, illuminazione, alimentazione degli apparecchi elettrici) responsabili di circa il 20 per cento delle emissioni totali di anidride carbonica. Gli scienziati prevedono che, se continueremo così, nel corso di questo secolo la temperatura media della superficie terrestre possa crescere da 1,4 a 5,8 °C. Tra le conseguenze più dannose di questa tendenza sarà lo scioglimento dei ghiacciai e dei ghiacci polari con conseguente aumento del livello dei mari; tante zone costiere sono a rischio scomparsa e le zone di desertificazione tenderanno ad espandersi, con problemi di siccità e di proliferazione di malattie tropicali verso latitudini più elevate (Italia del sud è a rischio desertificazione). Allora iniziamo già da oggi a vivere con uno sguardo un po’ più ampio sul presente e sul futuro della nostra Terra. Per saperne di più consigliamo di visitare questo sito internet www.climatechange.eu.com. UN DELICATO ECOSISTEMA Tra tutti i pianeti del nostro sistema solare, la vita sembra esistere soltanto sulla Terra dove ci sono più di 2 milioni di specie diverse di piante e animali: tutte vivono in un sottile strato che circonda la Terra, strato che comprende l’atmosfera, l’acqua e il suolo. È questo, dunque l’ambiente in cui vivono gli esseri viventi: dal più piccolo batterio, alle piante, agli animali fino all’uomo. L’atmosfera che circonda la Terra ci protegge dai pericolosi raggi del Sole funzionando come uno scudo, inoltre permette agli esseri viventi di respirare, fornendo una miscela di gas, tra cui l’ossigeno, l’anidride carbonica e il vapore acqueo. Il 97 per cento dell’acqua della Terra si trova negli oceani e nei mari, il 2 per cento è racchiuso sotto forma di ghiaccio nei ghiacciai e nelle calotte polari, e soltanto l’1 per cento si trova nei fiumi, nei laghi, nell’atmosfera e nelle rocce. Il suolo è un misto di tanti componenti: frammenti rocciosi, aria, acqua, parti di piante e animali in decomposizione. Ospita numerosi esseri viventi, dai batteri ai funghi, ad animali come il lombrico, piccoli insetti e crostacei, talpe e altri, tutti chiamati ipogei, cioè che vivono sotto la terra. Alcuni di essi operano trasformazioni chimiche del suolo, altri lo scavano e lo smuovono in continuazione; tutti concorrono a renderlo fertile e vitale per sostenere sulla sua superficie la vita delle piante e degli animali. Le piante poi, attraverso la fotosintesi sono gli unici esseri viventi capaci di crearsi il cibo e sono alla base della cosiddetta catena alimentare. L’ambiente in cui viviamo è delicato e va mantenuto pulito e funzionante. Gli ecosistemi terrestri, infatti, si basano su equilibri ambientali che, se modificati, possono provocare finanche l’estinzione di specie animali e vegetali. LE NORME DA RISPETTARE Attraverso semplici ma importanti gesti quotidiani, ognuno di noi può dare il proprio personale contributo alla salvaguardia dell’ambiente. Ecco di seguito alcuni spunti indicati dalla campagna di sensibilizzazione. Abbassa – Non surriscaldate le vostre case. – Risparmiate acqua calda facendo la doccia piuttosto che il bagno. – Quando preparate una bevanda calda riscaldate solo la quantità di acqua necessaria… – Sbrinate regolarmente il frigorifero. – Non regolate il frigorifero al massimo del raffreddamento. Al di sotto dei 5 °C si consuma più energia ma i cibi non si conservano più a lungo. – Riponete i cibi nel frigorifero ordinatamente e solo una volta che si siano raffreddati. Spegni – Spegnete le luci quando vi allontanate da una stanza. – Evitate la posizione di stand-by dei televisori, dei computer, degli hi-fi. – Non appena terminata la carica della batteria del vostro cellulare staccate l’alimentatore dalla presa di corrente, altrimenti continuerà ad assorbire energia. – Utilizzate lampadine a basso consumo, durano di più e consumano cinque volte meno energia delle normali lampadine. – Quando acquistate un nuovo elettrodomestico fate attenzione all’etichetta energetica: la lettera A indica i consumi più bassi, la lettera G quelli più alti. – Quando vi lavate i denti non lasciate scorrere l’acqua. Ricicla – Riutilizzate i sacchetti di plastica e se possibile usare una borsa riciclabile per la spesa. – Separate i rifiuti in maniera adeguata. – Utilizzate, per quanto possibile, prodotti biodegradabili o recuperabili. – Limitare l’acquisto di pro-dotti usa e getta o con imballaggi eccessivi. – Per i pranzi al sacco evitate fogli di alluminio e sacchetti di plastica ma contenitori riutilizzabili. Cammina – Limitate l’uso di scooter e automobili. – Utilizzate i trasporti pubblici. – Limitate i viaggi in aereo. – In caso di acquisto di un nuovo modello di auto verificatene l’efficienza energetica e soprattutto sul sito Internet della casa costruttrice verificate che cosa essa stia facendo per limitare le emissioni di gas serra. Cambia – Piantate un albero nel vostro giardino o in quello della vostra scuola (cinque alberi assorbono, nel corso della loro vita circa una tonnellata di anidride carbonica). – Preferite i prodotti che riportano l’etichetta europea Ecolabel. – Limitate il più possibile l’uso della carta. Fate fotocopie su entrambi i lati, utilizzate la posta elettronica. – Consumate cibi di stagione e prodotti locali. – Riducete il consumo di carne. L’allevamento animale produce grandi quantità di anidride carbonica.

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