Calcio, vola la “meglio gioventù” italiana

L’Italia riesce nell’impresa di qualificare quattro nazionali alla fase finale dei campionati europei, per la prima volta nella storia. Una impresa completata ieri con l’Under 19 femminile che, così, si unisce all’Under 17 femminile e alle Under 19 e Under 17 maschili

L’Italia del calcio prova ad andare oltre lo choc della mancata qualificazione al Mondiale di Russia 2018 e lo fa grazie al suo settore giovanile, stabilendo un record che sottolinea come nonostante tutto il movimento continui a crescere. Nell’anno che ci vedrà guardare in tv un campionato del Mondo senza la presenza degli azzurri, sei decenni dopo l’ultima volta, gli appassionati potranno parzialmente consolarsi grazie alla “meglio gioventù” italiana, capace di portare ai campionati europei di categoria ben quattro formazioni. Un en plein che è stato sancito ieri col pareggio in Repubblica Ceca della nazionale Under 19 femminile: il 2-2 è firmato da Sofia Cantore e Arianna Caruso, due ragazze della Juve prima in classifica in Serie A, brave a ribaltare il vantaggio delle ceche firmato dalla Dubcova.

Inutile il pari finale delle padrone di casa: l’Italia vince il Gruppo 7, arrivando a pari punti proprio con la Repubblica Ceca, ma sopravanzandola grazie a una migliore differenza reti. Nelle prime due giornate, le azzurrine allenate da Enrico Sbardella avevano spazzato via la Russia con un perentorio 7-1 e avuto la meglio sulla Scozia per 4-1. Sbardella ha dichiarato, a fine incontro, tutto il suo entusiasmo: «Abbiamo raggiunto per la seconda volta la fase finale dell’Europeo: era importante per tutto il movimento e anche per la Federazione che parteciperà a quattro finali europee. Voglio ringraziare tutte le ragazze – precisa il ct – sto lavorando con un grande gruppo, sono convinto che potremo ancora toglierci qualche soddisfazione».

Le buone sensazioni di Sbardella sono riprese anche dai vertici della Figc, col Commissario straordinario Roberto Fabbricini in prima linea: «Quello delle squadre giovanili è un grande risultato, testimone della vitalità del calcio italiano sia a livello maschile che femminile. Un applauso – conclude Fabbricini – va alle nostre società che, con grande dedizione, lavorano sui giovani e ci danno queste grandi soddisfazioni internazionali». Anche il Vice Commissario Alessandro Costacurta loda il percorso fatto: «Quanto fatto finora conferma la crescita del movimento giovanile italiano e la qualità del lavoro impostato dagli staff delle Nazionali maschili e femminili. Questi risultati – ribadisce l’ex difensore del Milan – rappresentano una grande iniezione di fiducia per costruire un futuro sempre più tinto d’azzurro».

Le ragazze guidate da Enrico Sbardella hanno, come detto, completato un poker mai visto di rappresentative azzurre agli Europei. Una kermesse che avrà inizio, in ordine di tempo, con i ragazzi dell’Under 17 allenati dall’ex centrocampista del Padova Carmine Nunziata, impegnati a partire dal 4 maggio in Inghilterra: gli azzurrini sono stati inseriti nel girone degli inglesi, assieme anche a Svizzera e Israele. A partire dal 9 maggio, invece, le ragazze dell’Under 17 guidata da Massimo Migliorini incroceranno nella fase a gironi Polonia, Spagna e ancora Inghilterra. A luglio sarà tempo di scendere in campo per le due rappresentative Under 19: i ragazzi di Paolo Nicolato, guidati dal bomber della Cremonese (di proprietà del Sassuolo) Gianluca Scamacca, andranno in Finlandia (16-29 luglio) per cercare di confermare il prestigioso argento conquistato due anni fa in Germania, dove la Francia di Mbappé si era imposta 4-0 in finale.

Le buone notizie, poi, non si fermano a un settore giovanile in rampa di lancio: martedì la nazionale femminile potrebbe, infatti, mettere una seria ipoteca sulla qualificazione alla fase finale dei Mondiali del prossimo anno, con l’ultima partecipazione datata ormai 1999. Le ragazze guidate da Milena Bertolini, prime in classifica nel Gruppo F con cinque vittorie in altrettante partite e 5 punti di vantaggio sul Belgio, ospitano proprio la seconda in classifica, in un incontro che potrebbe realmente rappresentare uno snodo fondamentale.

 

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