Buona scuola, prof!

La lettera di Mariano Iavarone, genitore e formatore, ai professori (e agli studenti) all'inizio del nuovo anno scolastico.

“Nel silenzio di questa notte che chiude per sempre l’estate dei nostri bambini e ragazzi, mi sento vicino a chi ricomincerà il compito più delicato e più importante del mondo: l’insegnante.

Denigrato, umiliato, vessato, svalutato… è il lavoro impossibile di chi avrà in custodia, per i prossimi nove mesi, le menti i cuori e i corpi dei nostri figli. Mi vengono i brividi pensando a tale missione.

In una società tecnocratica in cui tutto pare essere prodotto di consumo, occuparsi di educazione è un gesto fortemente controcorrente. Allora forza, insegnante! Tieni alta la tua motivazione educativa. Insegnare è facile, educare è un’altra cosa…

Vivrai gomito a gomito con quel bambino che ti guarda spaurito, accoglilo con un sorriso: lo sai, nulla si ottiene sul piano cognitivo se non ti curi prima delle sue emozioni.Avrai a che fare con quella ragazza ribelle che ti sfida: accogli il duello e sii affascinante, al punto da incuriosire e da farti seguire. Con la forza non otterresti nulla.

Soffrirai per quell’adolescente inquieto e spavaldo che vorresti cacciare fuori dall’aula: desisti, non permettere che accumuli un altro rifiuto. Incontrerai chi ha meno competenze a causa di difficoltà fisiche o mentali: tira fuori un surplus di fantasia per costruirgli intorno un ambiente più rassicurante e a sua misura.

Lo so che sarà difficile tenere testa a tutti; perciò, quando non riesci, chiedi aiuto oppure formati ancora, perché il mondo corre veloce e mai nessuno può dirsi competente una volta per tutte. Formarsi significa “prendere forma” e la forma da prendere è quella dei tuoi alunni, affinché loro possano entrare in te e tu in loro.

Hai in mano vasi di cristallo: rispettali, amali, ammirali, in ogni bambino c’è un modo da incontrare, e ci sono ombre da illuminare. Anche io ti affiderò i miei figli e sappi che sorveglierò… ah, sì che lo farò! Mi aspetto da te il meglio poiché ti affido il meglio.

Tollererò di certo i tuoi immancabili errori e ti loderò per ogni piccolissima conquista. Sarò invece spietato per ogni tuo atteggiamento di potere, di umiliazione, di violenza: non sei autorizzato a buttare sui miei figli e su nessun ragazzo e ragazza le tue frustrazioni. Se non ce la fai fermati, prenditi una pausa. Se serve, curati. Se vuoi chiedimi aiuto, proviamo ad allearci: escludermi sarebbe un atto di superbia.

Tutto ciò ha senso solo se ti è chiaro che non sei un impiegato: sei un E D U C A T O R E ! Sarà una notte di sogni e di speranza per te e per ogni bambino, o forse di incubi e di paure.Facciamo che , prima di entrare in aula, ti fermerai a pensare che cosa avresti voluto dal tuo insegnante quando eri tu l’alunno. E poi fatti e fai un sorriso sincero ad ogni bambina e ragazza, ad ogni stella che ti è affidata.

Ecco: se saprai sorriderti amando il tuo lavoro, sarai un piacere per i tuoi ragazzi ed un riscatto per te stesso. Ora dormi, tra qualche ora sarai al centro della storia. Buon anno a te e ad ogni figlio!”.

di Mariano Iavarone

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