Buon anno nuovo del maiale

Auguri a tutte le comunità sparse nel mondo che oggi, 5 febbraio, festeggiano il Capodanno lunare

«Buon anno nuovo lunare del maiale: che sia un anno di felicità, prosperità e pace». Ecco l’augurio che possiamo fare ai nostri amici asiatici. Buon anno a tutti i 90 milioni di vietnamiti (arrotondo i numeri per convenienza): buon anno nuovo ai 1,4 miliardi di cinesi che abitano in Cina: poi ai 7 milioni di cinesi in Malesia, ai 10 milioni in Thailandia, a quelli in Myanmar, in Italia, in, Francia, Inghilterra, Australia, Canada e Usa. Oggi possiamo pensare che una buona parte della nostra famiglia umana celebra il Capodanno lunare, ovvero l’inizio del nuovo anno computata non basandosi sul sole, ma sulla luna. E sono davvero tanti coloro che per tre giorni faranno festa, grande festa.

In pratica oggi si celebra il Capodanno tibetano, cinese, vietnamita, coreano, mongolo e giapponese. Secondo alcune stime sono circa 3,2 miliardi le persone in tutto il mondo che osserveranno almeno tre giorni di festa, ma in alcune nazioni non si lavorerà fino al 15 di febbraio. Questi tre giorni sono molto importanti, per iniziare bene un nuovo anno lunare.

L’attenzione principale è data agli anziani della famiglia, ai genitori in particolare. «Si solcano mari e si attraversano cieli per arrivare da papà e mamma», si dice da queste parti del globo. E questo è un grande valore umano ancora forte in Asia: la riconoscenza per gli anziani, per l’amore che hanno avuto per noi figli.

Cena della vigilia del Capodanno in casa, alla presenza degli anziani, e poi anche con un ottimo pranzo proprio nel giorno del Capodanno, e il primo compito è così assolto. Poi, nel secondo giorno, si fa visita alle persone importanti e di veneranda età presenti nella nostra vita, ai parenti più stretti, agli insegnati delle nostre classi elementari e medie, agli amici vicini e ai bambini: soprattutto ai più piccoli bisogna donare una piccola somma di denaro (anche simbolica) in una busta rossa, come buon auspicio ed incoraggiamento per la vita nel nuovo anno. Secondo compito assolto: aiutare i piccoli. Il terzo giorno, finiti gli obblighi con gli anziani, che rappresentano chi ci ha donato la vita e ci ha portato fino ad oggi, e con i piccoli, che rappresentano il futuro, si è finalmente liberi di celebrare il Capodanno in giro con la famiglia o gli amici. Insomma, uno scambio di attenzioni pieno di affetto, soprattutto per le persone anziane e i piccoli, gli indifesi della vita.

Naturalmente poi ci sono pietanze tipiche della stagione: dolci, che si trovano solo in questo periodo dell’anno, come il famoso Ban Chung in Vietnam, un dolce cucinato con riso glutinoso, carne di maiale, fagioli e altri succulenti ingredienti, che ha una forma perfettamente rettangolare e incartato in foglie di banana. Per chi avesse qualche problema di colesterolo, non lo raccomando. È un dolce che la tradizione vietnamita attribuisce al genio del principe Lan Lieu, della dinastia Sixth Hung tra gli anni 1712 e 1632 a. C.

Perché l’anno del maiale? Il maiale è uno dei dodici animali del calendario lunare (rimando i lettori ad un ricerca sul web) ma attenzione: la tradizione asiatica non ha il giudizio (poco positivo) su questo simpatico animale che deriva di altre tradizioni. Il maiale è un animale importante, sinonimo di prosperità, abbondanza, vita, gioia e fecondità. Del maiale non si butta via nulla ma viene mangiato tutto. Ha il colore delle pelle, rosa, gradevole, un carattere simpatico, in genere socievole e vive bene accanto all’uomo: soprattutto è sinonimo di salute e sviluppo.

Nella cultura dell’Estremo Oriente, di un maiale ti puoi fidare, perché non sa farti brutti scherzi. È fedele, perché ha sempre fame; come le bocche dei molti figli delle famiglie asiatiche. Si dà spesso questo soprannome alla gente simpatica. Anch’io, in Thailandia, ho questo soprannome!

In tempi di guerre commerciali, di trattati di pace stracciati, facciamo arrivare ai nostri amici asiatici, ovunque essi siano, i nostri migliori auguri di un anno sereno, felice, pasciuto e sorridente come un maialino: buon anno di prosperità, di pace e di gioia. Perché, pensandoci bene, un maiale non fa la guerra contro nessuno, ma vuole vivere in pace con tutti ed è in fondo destinato a farsi mangiare da tutti. Forse un aspetto questo, che l’Occidente dovrebbe meditare e vivere anche in politica?

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