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INTERNET

Patologie dei tempi moderni

Nel suo Tempi moderni (1936) Charlie Chaplin affidava alla pellicola la denuncia dell’assurdità della condizione operaia nel periodo fra le due guerre mondiali. Il progresso tecnologico favoriva lo sviluppo dell’industria dopo gli anni della grande depressione, quella del ’29, ma la crescita economica non era accompagnata da una adeguata coscienza civile: nelle migliaia di fabbriche, in Europa come Oltreoceano, gli operai lavoravano in catena di montaggio, schiacciati da gesti ripetitivi, ritmi disumani e spersonalizzanti, fino al rischio dell’alienazione. Chi non ricorda il povero Charlot stiracchiato fra ruote e bulloni?

Da allora molto si è fatto per garantire ai lavoratori di ogni categoria il rispetto di alcuni diritti fondamentali; ma a ben vedere il progresso delle tecnologie offre ancora oggi occasioni di rischio per l’equilibrio psicologico di molti. Sul banco d’accusa salgono stavolta Pc e sistemi informatici, responsabili dello “stress da web lento” che colpisce chi navigando nella Rete si imbatte in siti talmente lenti da suscitare irritazione e frustrazione.

Il quadro clinico del cibernauta è ben tracciato da una ricerca condotta su 2.500 utenti nei cinque principali Paesi dell’Unione europea (Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna e Spagna), secondo cui il 34 per cento dei naviganti, “fotografati” mentre tentano acquisti online, concede ad un sito non più di dieci secondi per caricare la pagina, prima di abbandonarlo a favore di un altro. Sarebbe l’inadeguatezza della risposta, secondo i promotori dello studio, a suscitare insoddisfazione e a spingere l’utente a ridefinire le coordinate della propria navigazione.

Frenesie ingiustificate? Di certo – spiega la ricerca – queste difficoltà rispecchiano la fragilità del sistema informatico: sarebbero 38 su 100 gli aspiranti clienti che incontrano problemi nelle operazioni di acquisto online, e fra questi il 46 per cento va in cerca di un sito alternativo, mentre il 34 per cento interrompe definitivamente l’operazione. Un dato che preoccupa soprattutto i titolari delle aziende che vendono sul web i propri prodotti (nonostante per il 2009 sia prevista una crescita del commercio elettronico pari all’11 per cento) e che stimola dunque l’offerta di servizi sempre più efficienti, sul fronte della rapidità di accesso alle operazioni come su quello della sicurezza, dell’affidabilità e della trasparenza. 

A ben vedere, tuttavia, le nuove inquietudini esprimono il quotidiano delirio degli Charlot del terzo millennio, risucchiati dal vortice di comunicazioni sempre più rapide, plasmati dai ritmi meccanici delle moderne catene di montaggio, che ridisegnano l’architettura della mente e le modalità secondo cui opera il pensiero, a specchio delle modalità operative dei sistemi informatici. Ma come, dopo una lunga serie di disavventure, l’instancabile Charlot si riappropria con fiducia del proprio destino, così, l’auspicio, per i moderni cibernauti – suvvia, facciamola la morale! –, è quello di tornare ad intendere la tecnologia quale strumento al servizio dell’uomo – e non viceversa – che ne amplifica le potenzialità e ne amplia gli orizzonti, e che dall’uomo viene gestita per il proprio e l’altrui bene.

 

WEB

Sul web la più antica Bibbia del mondo

Circa 800 pagine della più antica copia della Bibbia oggi esistente sono disponibili ondine su www.codexsinaiticus.org. Il Codice sinaitico è consultabile per libri, capitoli e versi grazie al lavoro della British Library di Londra insieme al monastero di Santa Caterina nel Sinai, Egitto, la Biblioteca nazionale russa e la Biblioteca universitaria di Leipzig, in Germania. L’opera originale ha 1600 anni.

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