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Pudori telematici

 

Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre non avevano certo problemi di privacy. Passeggiavano nei giardini dell’Eden senza preoccuparsi di sguardi indiscreti, pur vestiti solo delle proprie nudità. Se ne vergognarono più tardi – racconta la Genesi –, ma questa è un’altra storia.

 

Un racconto più recente, narra di moderni Adamo ed Eva che scorrazzano, ugualmente “ignudi”, nelle sconfinate praterie del web, e che amano sostare all’interno di qualche social network per quattro chiacchiere in libertà. Come i loro progenitori, questi viandanti del cyberspazio non sono consapevoli delle proprie nudità, ma, rispetto a loro, sono esposti ad una moltitudine di rischi.

Proprio così li descrive l’ultimo rapporto dell’Autorità garante per la privacy, secondo cui su Internet l’utente si trova in uno stato di «nudità totale, come Adamo ed Eva». In base ai dati raccolti nel 2008, l’autorità sottolinea la necessità di trovare un equilibrio fra libertà di informazione e tutela della privacy, soprattutto nei social network. Solo Facebook ne conta oltre 200 milioni, e proprio “Fb” si rivela una vera e propria trappola. Ne sa qualcosa il diplomatico britannico John Sawers, che rischia di giocarsi la promozione a capo della sicurezza di Sua Maestà da quando la moglie, ingenuamente, ha pubblicato su “Fb” foto che lo ritraggono mentre fa il bagno al mare o gioca vestito da Babbo Natale, ed ha annunciato a gran voce l’imminente promozione del marito. Povero 007, i suoi avversari politici non hanno perso l’occasione, golosissima, di screditarlo.

Di casi come questi ce ne sono molti, ma qualcuno non fa ridere per nulla. Come quello di una signora – lo cita il garante – che ha visto la propria immagine, rubata dal suo profilo su “Fb”, associata alla notizia delle morti per il terremoto di aprile in Abruzzo, pubblicata su un quotidiano e riproposta nel Tg di una delle reti del servizio pubblico. Meno grave ma ugualmente fastidiosa è poi la raccolta di informazioni dai profili privati per indagini di mercato o l’invio di messaggi pubblicitari, come pure il caso dei cosiddetti “furti di identità”.

Come tutelarsi allora? Posto che i fornitori dei servizi sono tenuti a rispettare le norme sulla privacy, qualche consiglio ci pare utile. Li “rubiamo” al decalogo del garante, che spiega anzitutto come, entrando nel social network, si concede al fornitore la licenza di usare i propri dati “senza limiti di tempo”, e spesso, pur volendo uscire dal servizio, si può disattivare il profilo ma non cancellarlo. Attenzione bisogna poi prestare alla pubblicazione dei dati anagrafici perché «la data e il luogo di nascita bastano per ricavare il codice fiscale», come alla divulgazione di informazioni e foto su terze persone, da informare preventivamente. Da non sottovalutare anche il rischio dell’adescamento online e le ripercussioni che la pubblicazione di foto e informazioni possono avere sulla possibilità di trovare e conservare un lavoro.

Il garante invita quindi ad usare pseudonimi, ad informarsi su chi gestisce il servizio e quali garanzie offra al trattamento dei dati e a controllare i livelli di privacy del proprio profilo. E ribadisce, infine, che «la forma più efficace di tutela è l’autotutela».

 

LIBRI ONLINE

Cresce il mercato

 

Leggere libri sul web, con gli ebook o su Facebook e You Tube: va di moda negli Usa, dove in un anno il mercato dell’ebook è cresciuto del 228 per cento. E in Italia? L’espansione è agli inizi ma – dicono – promettente.

 

VIDEOGIOCHI

I Beatles androidi

 

«Chi l’avrebbe detto che saremmo finiti come androidi?». Così Paul McCartney alla presentazione del videogioco sulla band, con 45 canzoni, disponibile da settembre.

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