Brennero: un passo sempre al centro della storia

Mentre l’Austria minaccia la chiusura, una rivisitazione storica dell’importanza del passo alpino, dai sovrani del Sacro romano impero agli sbarramenti di Mussolini
Brennero

Gli austriaci non sono stati i primi a inventarsi una barriera al Brennero, come quella che stanno organizzando per contenere l’ondata di profughi previsti nei prossimi mesi. Prima di loro ci avevamo pensato noi italiani: ebbene sì!

 

Era il 1940 e Mussolini, mentre incontrava Hitler alla stazione ferroviaria locale, tanto per cautelarsi ordinava lo Sbarramento Brennero dentro il Vallo Alpino, una linea di difesa volta a tenere d’occhio gli alleati tedeschi (!), ormai padroni dell’Austria dopo l’anschluss. Non è fantastoria e lo dimostrano i bunker e le casematte italiane che ancora si vedono in loco fra boschi, prati e colline.

 

Va bene che il “muro” italiano bloccava gli arrivi da nord e quello austriaco arginerà gli ingressi da sud, ma sempre di barriera si tratta, e il Brennero è sempre il confine coinvolto. Questo non per gettarci da italiani l’ennesima croce addosso, ma solo per dire che nel bene e nel male la frontiera del Brennero è stata spesso e volentieri sotto i riflettori della storia, europea e non solo. Oggi come ieri, e l’altroieri.

 

Questo valico i Romani lo chiamavano Vallis Vipitina (Vipiteno è a 15 chilometri) e nel II secolo d.C. ci costruirono una strada militare, quando Marco Aurelio combatteva i barbari danubiani. Fu un po’ l’antenata dell’odierna statale 12 e dell’autostrada 22, e come queste arterie univa in pratica la Mitteleuropa al Mediterraneo: e scusate se è poco.

 

Passando al Medioevo, uno dei ricordi più straordinari è quello dei 66 sovrani germanici del Sacro Romano Impero che attraversarono il Brennero per andare dal papa a farsi confermare sul trono. Fra questi pure Federico I Barbarossa, nel 1154.

 

Ed è più o meno allora, dopo il 1000, che il Brennero cominciò a chiamarsi così, dal locale popolo dei Breuni o forse dal nome di un nobile del posto, Prenner o Brenner. Nel ‘400 e ‘500 il passo diventa più importante per il commercio, coi Conti di Tirolo che mettono una dogana per il controllo delle merci. Primo passo verso l’assunzione di un ruolo strategico per i traffici commerciali sulla direttrice Oriente-Venezia-Nordeuropa.

 

E poi altri personaggi ed eventi memorabili legati al Brennero: dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, che rifà la strada, a Goethe, che ci passa diretto in Italia, dalla costruzione della ferrovia Innsbruck-Bolzano (il primo treno parte dal Brennero il 25 luglio 1867) all’arrivo delle truppe italiane vittoriose, il 10 novembre 1918.

 

Del ‘900 si è già detto qualcosa. Il “secolo breve” non è un idillio per il Brennero: nel ’43-’45 i bombardamenti alleati e nei ’60 le gesta (e le bombe) di Georg Klotz e dei terroristi sudtirolesi. Il resto è cronaca. E i riflettori, come nella storia antica e recente, sono ancora accesi.

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