Bomba H: la parola a Putin e Xi Jinping

Lo scenario delle due Corre ci fa ritornare  indietro di circa 60 anni, quando Usa, Russia, Cina e Francia provavano i loro ordigni nucleari. Dobbiamo rassegnarci? Vertice dei Brics a Xiamen
Korean Central News Agency/Korea News Service via AP

Era necessario provare una bomba del genere? Ormai lo sappiamo, è cinque volte più potente di quella sganciata sul Giappone dagli Usa.

La farsa non vuole proprio finire e dobbiamo confrontarci con una guerra che annienterebbe milioni di vite umane? Domande a cui è difficile rispondere ma che non ci si può non porre: un’esplosione in altitudine di una bomba del genere sarebbe un disastro per gran parte dell’umanità, cosicché sia la Cina che la Russia stanno scendendo in campo. Non ne vogliono sapere, giustamente, di un confronto atomico alle loro porte e che interessa la loro sicurezza nazionale in primis.

Dal 3 al 5 Settembre si terrà nella città cinese di Xiamen, il nono incontro  Brics, a cui partecipano i presidenti di Brasile, Russia, India, Cina e Africa del Sud.

Sia Putin che Xi Jinping richiamano tutte le parti in causa a non seguire le «emozioni del momento per non laciarsi tirar dentro un’escalation di tensione che è già altissima». Cina e Russia hanno duramente condannato la Corea del Nord in quanto quest’ultima è andata palesemente contro le decisioni dell’Onu, ma anche chiedono agli Usa ed ai suoi alleati di fermarsi con le esercitazioni che si svolgono da mesi troppo vicino ai confini con Pyongyang, e che provocano irritazione al regime locale. Inoltre, le due super potenze, hanno ancora una volta chiesto alla comunità internazionale di non penalizzare ulteriormente la Corea del Nord con ulteriori sanzioni, come il divieto alla Cina di esportare il petrolio. Questo rappresenterebbe un completo strangolamento dell’economia della Corea del nord e scatenerebbe un conflitto con la stessa Cina, con conseguenze altrettaento pesanti per tutta la penisola.

La soluzione è sempre quella che da mesi viene proposta da molte nazioni: trattative diplomatiche con tutte le parti interessate, compresa la Russia, naturalmente. E la fine da parte di tutti gli attori di questa tragica farsa: la diplomazia internazionale si rende ormai conto che bisogna fermare le azioni militari rivolte ad esasperare una situazione che ha già raggiunto il limite.

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