Biscotti di mamma

Mamme indaffarate, mamme di fretta, ma anche mamme con una bella fantasia per accompagnare in allegria i loro figli, insegnando loro a voler bene… Infatti Stefania è una mamma che ha scelto di trovare il tempo per fare spesso qualcosa di bello, insieme ai suoi vivacissimi bambini… Da qualche minuto i tre bambini di mamma Stefania stanno confabulando sottovoce, con fare misterioso. Cosa regaliamo ai nostri vicini per la festa? chiede Marco. Potremmo costruire qualcosa per loro… suggerisce Giorgio. E se preparassimo dei biscotti? propone Luisa, assaporando già la gioia della confusione festosa che ne sarebbe nata. Sìì, facciamo i biscotti di mamma! . I tre si mettono all’opera, come ha insegnato la mamma: farina, burro, uova, vaniglia e zucchero… Tanto zucchero! ordina Marco. Mamma Stefania, che ha sentito tutto, sbircia in cucina e chiede: E la tenerezza, non la mettete?. Tenerezza?. La mamma guarda divertita il loro stupore incredulo, sparisce e torna subito dopo con un vaso di vetro pieno di gocce di cioccolata. Ai vostri amici dovreste regalare la tenerezza: per esempio la signora Ida sarà contenta di riceverne, perché è sempre sola!. I tre stanno per aprire bocca, quando mamma Stefania ha già messo sul tavolone un sacchetto a quadretti rossi: Ecco qui della comprensione! Ehhh, c’è bisogno oggigiorno di comprenderci un po’ di più, anche nel nostro quartiere!. Marco sfila il nastrino che sigilla il sacchetto, e sulla spianata di marmo scivola allegramente della farina gialla. I tre si guardano sempre più perplessi. I biscotti di mais diventeranno friabili e colorati, ma forse mangiandone un po’ i vicini di casa comprenderanno che se qualche volta il pallone invade il loro orto… sono cose che succedono! I tre cuochi pasticceri impastano e la farina vola. Ora la cucina è diventata un po’ nebbiosa e forse misteriosa. Facciamo solo due tipi di biscotti? Noi siamo in cinque: mamma, papà e noi tre; potremmo inventarci perciò cinque tipi di biscotti diversi…. Già – continua Luisa -, io ci metterei della simpatia. Cioè? chiede Marco che è un tipo concreto. Cioè ecco qui: questa è uvetta secca, dolcissima, così il bambino nuovo che è appena arrivato dalla Colombia troverà il coraggio di giocare con noi!. Anch’io voglio giocare: voglio fare il mio impasto con l’allegria! interviene Giorgio.Indoviniamo… cosa metterà l’allegria nel nostro impasto?!. Il cocco, no?. Sì, anche secondo me va bene… Se tutti fossero più allegri, sarebbe incredibile: anche per il signor Dark, che non ride mai! aggiunge Luisa convinta. La farina di cocco si sbriciola sul piano e va a nascondersi nella sua porzione di pasta, mentre le mani di Giorgio assumono forme mostruose, così ricoperte di materia biancastra e molliccia, e lui grida: Ahhh! State lontani, il mostro manesco vi divorerà!. Fermo, sai mostro che cosa metto io nei biscotti di mamma? Ci metto della fantasia… – spiega Marco che non vuol essere da meno -, e quindi li impasto con… con…. Bravo, con le mandorle! viene in aiuto la mamma, portando un sacchetto color tramonto. Il bambino le lancia uno sguardo di riconoscenza, mentre incidentalmente decine di mandorle piovono sul pavimento ticchettando e spargendosi ovunque sulle mattonelle rosse e bianche. Ops, però! Che rumore fa la fantasia! sospira la mamma, mentre i tre si precipitano a raccogliere l’ingrediente speciale. E questa che cosa dovrebbe portare ai nostri amici? chiede scettica Luisa. Se hai la fantasia, anche la malinconia se ne va via! assicura Marco, completando la violenta manipolazione della povera pasta. Hai fatto la rima!. Corrono a prendere gli stampini i tre pirati della cucina di mamma Stefania, ed ecco che dai cinque fogli stesi sul marmo sbocciano cuori, fiori, lune e stelle, che finiscono adagiati con cura impensabile sulla piastra del forno caldo. Quando dopo poco escono da quella bocca bollente, sono dorati e profumano di buono tutta la casa. Luisa prepara dei cestini di carta colorata e i due maschi li riempiono dei loro biscotti, dividendoli in parti uguali secondo le specialità: allegria, fantasia, tenerezza, comprensione e simpatia! Un cestino per il papà che non ha potuto preparare con noi la sorpresa, ma era come se ci fosse! urla Marco. Poi partono, ciascuno con il suo cestino, ciascuno con una meta. una porta vicina per augurare buona festa a chi condivide lo stesso quartiere, la stessa via. Mamma Stefania li guarda e mentre riordina il campo di battaglia, sente le voci meravigliate e gioiose dei vicini di casa che accolgono i suoi tre pasticceri. Sente anche che non le pesa affatto quella fatica: la luce intravista negli occhi dei suoi bambini ripaga più di mille riposi davanti alla tv o allo shopping più affannoso. Basta crederci un po’ a questa gioia del dare, il resto lo fanno i bambini!

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