Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Disarmo nucleare

Beatrice Fihn: «Cambiare la forma mentis delle persone»

di Aurelio Molè

- Fonte: Città Nuova

Le armi nucleari nel mondo e in Italia. Le parole di papa Francesco contro le minacce di guerra. Le opinioni dei premi Nobel della pace Beatrice Fihn e Jody Williams

Le armi nucleari sono diminuite in numero. Si è passati dalle 70 mila testate alle attuali 15 mila, quasi tutte suddivise tra Stati Uniti e Russia. Quanto basta per poter provocare più di una apocalisse nucleare. Assistiamo a continue minacce dirette tra Stati Uniti e Corea del Nord e la corsa agli armamenti nucleari costituisce un business che non conosce recessione. Solo gli Stati Uniti nei prossimi 30 anni investiranno fino a mille miliardi di euro per riammodernare un arsenale obsoleto.

«Con le armi nucleari ‒ spiega Francesco Vignarca, coordinatore nazionale di Rete Disarmo ‒ abbiamo perso un’occasione perché 20‒30 anni fa, alla fine della guerra fredda si pensava che, ormai, sarebbero diventati dei vecchi arnesi. Purtroppo ce le siamo tenute, non siamo riusciti a eliminarle totalmente e oggi la minaccia delle armi nucleari è più alta che mai. Si sta pensando, per esempio, a far diventare le armi nucleari più piccole e se le riduciamo in potenza si rischia l’uso e una escalation devastante».

L’Italia non ha aderito al “Trattato sul bando delle armi nucleari” firmato il 7 luglio scorso da 122 Paesi alla Conferenza dell’Onu e, forse, pochi sanno che insieme ad altri Paesi europei come Germania, Belgio, Olanda, Turchia, ospita sul proprio territorio nazionale, ad Aviano e Ghedi‒Torre, diverse decine di testate nucleari. «Sono del tipo B61 ‒ specifica Maurizio Simoncelli, vice presidente di Archivio Disarmo ‒ e presto verranno potenziate nel nuovo modello B61‒12 che suscita nuovi timori a Mosca».

Papa Francesco e i Premi Nobel della pace in Vaticano

Papa Francesco e i Premi Nobel della pace in Vaticano

Sabato scorso si è concluso in Vaticano il Simposio internazionale dal titolo “Prospettive per un mondo libero dalle armi e per un disarmo integrale” con 350 partecipanti da tutto il mondo, tra cui 11 premi Nobel per la pace, in cui papa Francesco, intervenendo venerdì 10 novembre, ha ribadito che «è da condannare con fermezza la minaccia del loro uso, nonché il loro stesso possesso, proprio perché la loro esistenza è funzionale a una logica di paura che non riguarda solo le parti in conflitto, ma l’intero genere umano. (…) Le armi di distruzione di massa, in particolare quelle atomiche, altro non generano che un ingannevole senso di sicurezza e non possono costituire la base della pacifica convivenza fra i membri della famiglia umana, che deve invece ispirarsi ad un’etica di solidarietà».

Beatrice Fihn e Susy Snyder, direttore esecutivo e presidente di ICAN

Beatrice Fihn e Susy Snyder, direttore esecutivo e presidente di ICAN

Incontriamo la svedese Beatrice Fihn, premio Nobel della pace 2017, direttore esecutivo dell’International campaign to abolish nuclear weapons (Ican), presso la sede di Archivio Disarmo a Roma. «Questa conferenza ‒ commenta ‒ è stata una iniziativa importantissima e il ruolo del Vaticano in questo processo è fondamentale. Il mondo guarda alla Chiesa cattolica, alle comunità religiose che hanno un ruolo influente da svolgere nel cambiare la forma mentis delle persone. Sono per noi un vero alleato in questa lotta e posso dire che questa conferenza sia stata un’ottima opportunità per la Chiesa e per tante altre comunità nel mondo per ricordare che questa è una lotta che dobbiamo affrontare seriamente».

Jody Williams

Jody Williams

Accanto a lei Jody Williams, premio Nobel della pace nel 1997 per la campagna anti‒mine. Da 47 anni è un’attivista in molteplici campagne in tutto il mondo. «Stavolta credo ‒ spiega ‒ che qualcosa di importante è stato fatto ed è particolarmente interessante il fatto che tutto stia accadendo ora in un momento in cui gli Usa e la Corea del Nord minacciano una guerra nucleare nel mondo. Il papa ‒ questa è la mia opinione personale ‒ è da considerare un militante, un attivista, per così dire, ed è importante che abbia preso questa iniziativa».

Il nodo è anche culturale, serve un’educazione diffusa alla mondialità, alla non violenza, al bene comune perché ‒ come sottolineato da papa Francesco ‒ «occorre rigettare la cultura dello scarto e avere cura delle persone e dei popoli che soffrono le più dolorose disuguaglianze, attraverso un’opera che sappia privilegiare con pazienza i processi solidali rispetto all’egoismo degli interessi contingenti. Si tratta al tempo stesso di integrare la dimensione individuale e quella sociale mediante il dispiegamento del principio di sussidiarietà, favorendo l’apporto di tutti come singoli e come gruppi. Bisogna infine promuovere l’umano nella sua unità inscindibile di anima e corpo, di contemplazione e di azione».

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876