Bartolomeo I in visita ai Focolari

Sua santità il patriarca ecumenico di Costantinopoli prega sulla tomba della fondatrice dei Focolari a Rocca di Papa e incontra i responsabili centrali del Movimento.

È «particolarmente significativo il fatto che giungiamo nel centenario della sua nascita a renderle omaggio e ad esprimere il nostro grazie al Signore». Sua santità Bartolomeo I inizia così il suo indirizzo di saluto dopo aver visitato lo scorso 20 ottobre la casa in cui Chiara è vissuta e dopo aver sostato in preghiera nella cappella presso la sua tomba, dove ha deposto dei fiori.

Accolto dalla presidente, Maria Voce, dal copresidente, Jesús Morán, da due focolarine ortodosse e dal Consiglio Generale nell’Auditorium del Centro dei Focolari, egli ha continuato: «Quante altre cose avrebbe fatto la nostra Chiara, se fosse ancora tra noi! Ma non sono gli anni che danno significato alla vita, non è la quantità, la lunghezza, ma è il come impegniamo i talenti che Lui ci ha offerto; è la qualità della vita, spesa per testimoniare Lui che è la Vita».

Ricordando la vita e le opere di san Basilio di Cesarea, il patriarca continua: «La nostra Chiara ha vissuto una vita più lunga, ma allo stesso modo ci ha lasciato una eredità sulla quale dobbiamo ancora molto meditare. Ella ci ha lasciato il carisma dell’unità a tutti i livelli, lo ha vissuto, sperimentato, si è spesa per esso con tutte le sue forze e ha insegnato a tutti a svolgere nel migliore dei modi il proprio ruolo nella società. Possiamo tranquillamente affermare che Chiara ha assunto questo impegno per la fraternità, l’unità e la pace in tutti i campi della vita dell’uomo, consegnandoci un messaggio attraverso la sua vita e i suoi scritti, che non possiamo ignorare. Il Movimento e tutte le opere che oggi esistono, grazie al suo carisma, sono la testimonianza di una vita spesa per il Signore, passata anche attraverso la Croce, ma sempre volta alla Resurrezione».

Con rispettoso affetto egli si rivolge all’attuale presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce, ricordando di averla conosciuta già a Istanbul: «Il timone di Chiara è passato poi a una nostra carissima sorella, la cui amicizia con noi e con il nostro Patriarcato Ecumenico è lunga e solida, fin dagli anni della sua permanenza a Costantinopoli, dove ha veramente lasciato un’impronta indelebile del ministero della fraternità, dell’unità e dell’amore per tutti».

Avendo presente l’imminente Assemblea Generale dei Focolari, il patriarca esprime un augurio: «Voglia Dio concedere a quest’opera a Lui gradita un degno successore, capace ancora di meravigliarci e stupirci con tutti voi».

La sua breve visita (due ore!) è stata intensa e portatrice di gioia in vista della meta che, come da lui sottolineato, è la comunione piena tra le Chiese. Una visita che in questo tempo difficile ha significato una stretta di mano forte. Si è ripartiti grati e ancora più uniti.

*Centro “Uno” per l’unità dei cristiani

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