Baran

Anche se le stime ufficiali parlano di un milione e mezzo, si calcola che in realtà siano oltre tre milioni i profughi afghani che vivono attualmente in Iran. Ammassati in poveri villaggi alla periferia delle grandi città o lungo il confine, dove conducono un’esistenza da reietti, e dove sopravvivono adattandosi ai lavori più umili e faticosi. Baran ci racconta questa tragedia silenziosa osservata dal punto di vista di un ragazzo iraniano che lavora come manovale in un cantiere edile. Arrogante e attaccabrighe, il giovane scopre che uno dei suoi colleghi è in realtà una ragazza, una profuga afgana, che si fa passare per uomo per poter lavorare al posto del padre, rimasto ferito seguito di un incidente sul lavoro. Questa scoperta per lui una vera e propria folgorazione che si tramuta presto in un amore silenzioso, assoluto e incondizionato. Per difenderla finirà in prigione e per aiutare la sua famiglia dilapiderà tutti i suoi risparmi. Ma sarà tutto inutile perché, paradossalmente, sarà proprio il suo denaro permettere a lei e alla sua famiglia di tornare in Afghanistan. Girato con spirito autenticamente neorealistico, Baran riesce con straordinaria efficacia a calarci nella realtà dell’Iran di oggi, mitigando con la poesia di un’impossibile storia d’amore la durezza delle situazioni che descrive. Eccezionale nella prima parte, ambientata quasi completamente nel cantiere dove i due lavorano, il film accusa un leggero calo di tensione nella seconda, che racconta i tentativi del giovane di aiutare la ragazza. Ma resta comunque uno splendido esempio di cinema, capace di intrecciare mirabilmente vicende personali e tragedie sociali senza scadere nel pietismo o nella commiserazione. I personaggi sono autentici e vitali, gli interpreti nei ruoli, la sceneggiatura è intensa e coinvolgente, la regia attenta e senza sbavature, l’ambientazione efficace e ricca di suggestioni. Insomma, Baran è l’ennesima testimonianza che oggi in Iran si fa un gran bel cinema. Regia di Majid Majidi; con Hossein Abedini, Zahra Bahrami, Mohammad Amir Naji, Hossein Mahjoub, Abbas Rahimi. Cristiano Casagni

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