Ballottaggi a 5 stelle

Falcone

I risultati di questa tornata elettoraleli diamo ormai come noti a tutti, astenendoci quindi dall’elencarli analiticamente. Riportiamo solo un sintetico tabellino: 78 i Comuni interessati (12 i capoluoghi di provincia), due milioni gli elettori chiamati al voto (più della metà dei quali rimasti a casa: 47 percento la partecipazione).

 

Sorvoliamo anche, considerandole stucchevoli, perché reiteratamente scontate, le dichiarazioni dei leaders dei vari partiti (della serie: “è vero, abbiamo perso lì ma abbiamo anche vinto colà”).

Nella nostra modesta analisi vorremmo soffermarci, in questa circostanza, su due soli particolari: la débâcle di alcuni candidati del PD (in forte vantaggio dopo il primo turno) e la conquista di tutti e cinque i comuni nei quali era al ballottaggio da parte del M5Stelle (in crescita nei sondaggi come secondo partito nazionale).

 

Le ferite del PD.  A Venezia, storico feudo del centrosinistra, Felice Casson cede a Luigi Brugnaro (che recupera lo svantaggio di 10 punti, 38 a 28 percento, registrato al primo turno). Ad Arezzo, patria del ministrodelle Riforme Maria Elena Boschi, ed unico capoluogo di provincia al voto in Toscana, Matteo Bracciali (in vantaggio di 8 punti alla prima tornata) è stato battuto dallo sfidante Alessandro Ghinelli, che riporta la città al centrodestra. Ad Enna, capoluogo di provincia siciliano, il candidato del PD Vladimiro Crisafulli, “ex impresentabile” e considerato (e auto-consideratosi) imbattibile («sarà un ballottaggio semplice – aveva affermato – e avremo anche il premio di maggioranza; vincerei anche con il sorteggio»), è stato invece battuto dal suo rivale storico Maurizio Delpietro (ex PD, espulso dal partito proprio per aver contrastato Crisafulli), che ha recuperato e superato i circa 20 punti di svantaggio del primo turno.

 

Il Movimento 5 Stelle conquista i Comuni di Porto Torres (Sassari), Quarto (Napoli), Venaria Reale (Torino), Gela (Caltanissetta) ed Augusta (Siracusa). “Filotto” nei cinque ballottaggi in cui era presente. Particolarmente significative le affermazioni in Sicilia, dove i grillini amministrano già, dalle precedenti elezioni, due capoluoghi di provincia (Messina e Ragusa). Al primo turno si era già aggiudicato il Comune di Pietraperzia (Enna). Al ballottaggio è prevalso in altri due Comuni isolani. A Gela, la città del governatore Rosario Crocetta, della quale era stato sindaco per due mandati, il candidato pentastellato Domenico Messinese ha surclassato (65 a 35 percento) il sindaco PD uscente Angelo Fasulo. Ad Augusta, comune sciolto per mafia tre anni orsono, la candidata del M5Stelle Maria Concetta Di Pietro ha vinto con grande distacco sul concorrente Nicky Paci sostenuto da liste civiche. Anche nell’altra isola maggiore, affermazione a Porto Torres, cittadina del Nord Sardegna, del candidato pentastellato (di origini nordamericane) Sean Christian Wheeler, con il 73 percento nei confronti dello sfidante Luciano Mura (già sindaco PD fino al 2010), in vantaggio al primo turno. E’ il secondo Comune in Sardegna a guida cinquestelle, dopo Assemini, alle porte di Cagliari.

 

Solo elezioni amministrative? Certo, ma è innegabile anche la portata politica di questa consultazione, perché l’elettorato ha inteso mandare chiari segnali di voglia di cambiamento. Renzi é avvertito: incassi il risultato negativo, lo somatizzi, e ne tragga le debite conseguenze.

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