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In profondità > Chiesa cattolica

Auguri Santità

di Aurora Nicosia

- Fonte: Città Nuova

Tornare al Vangelo, fare penitenza e convertire il cuore. La risposta personale all’invito di Benedetto XVI può essere il regalo più gradito nel giorno del suo 83° compleanno.

Benedetto XVI

 

Come festeggerà il papa il suo 83° compleanno? Anzi, lo festeggerà? La domanda può essere legittima e non solo alla luce della bufera mediatica che sta da tempo e a più riprese investendo la Chiesa a cominciare dallo stesso Benedetto XVI, ma pensando appunto a lui, persona riservata, «umile servitore nella vigna del Signore», come ebbe a dire appena dopo l’elezione a pontefice.

  

Cosa passerà nel cuore di questo papa mite? Qualcosa o, forse, molto si coglie nell’omelia fatta ieri durante la Messa celebrata con i membri della Pontificia commissione biblica riunita a Roma per la sessione plenaria annuale. «Devo dire che noi cristiani, anche negli ultimi tempi, abbiamo spesso evitato la parola penitenza – ha detto il Pontefice – che ci appariva troppo dura. Adesso sotto gli attacchi del mondo che ci parlano dei nostri peccati, vediamo che poter fare penitenza è grazia e vediamo come sia necessario riconoscere ciò che è sbagliato nella nostra vita». E ha sottolineato quanto il dolore sia grazia «perché è rinnovamento, è opera della misericordia divina». Il papa vola alto e addita a sé stesso e agli altri la via del Vangelo, cioè la conversione del cuore.

 

C’è chi non smette di far arrivare al papa solidarietà e riconoscenza. Dalla laica Francia, ad esempio, parte un appello alla verità (www.appelaverite.fr) firmato da 30 mila persone, politici e intellettuali di destra e di sinistra e ripreso già da siti e blog che, oltre ad esprimere solidarietà alle vittime degli abusi e appoggio all’opera chiarificatrice del pontefice così si esprime: «Il ritratto della Chiesa che viene attualmente fatto sulla stampa non è quello che i cristiani cattolici vivono».

 

Sulle pagine di Repubblica, Piero Coda, presidente dell’Associazione teologi italiani e preside dell’Istituto universitario Sophia, oltre che nostro columnist, risponde all’intervento del teologo svizzero Hans Küng pubblicato ieri sullo stesso quotidiano. «Dire che Benedetto XVI ha fallito, come sostiene Hans Küng, è sbagliato e ingiusto – risponde Coda a Orazio La Rocca –. È vero, invece, che papa Ratzinger nei suoi primi cinque anni di pontificato ha lanciato tanti semi di rinnovamento che faranno bene alla Chiesa e al mondo. Ma ci vuole tempo per farli maturare». E poi una precisazione sul rinnovamento conciliare che «sta procedendo», grazie anche alle sinergie che il papa «sta magistralmente guidando con grande lungimiranza».

 

Coda precisa che «la Chiesa cattolica è viva, al suo interno prosperano tante esperienze con i volontari, i movimenti, i tanti laici vicini a chi soffre, in ogni angolo della Terra». A proposito dell’appello di Küng per un nuovo concilio, il teologo sostiene che «occorrono anni per prepararlo, per farlo maturare tra le coscienze di tutto il popolo di Dio». Forse è più opportuno continuare «un approfondimento del ruolo del laicato e, soprattutto, della donna», in un momento in cui la prima cosa da capire è quel che significa «essere Chiesa oggi in un mondo sempre più globalizzato e come la razionalità di oggi può confrontarsi con il Vangelo».

 

 

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