Apostoli di nuova generazione

Giovani di tutto il mondo a Sidney per la Gmg più planetaria realizzata finora.
"Giovane amico, Dio e il suo popolo si aspettano molto da te. BXVI". È con un sms, scritto in inglese con le abbreviazioni tipiche del linguaggio dei cellulari, che il papa accoglie i giovani della Gmg 2008, l’edizione più planetaria finora realizzata.

 

Presenze inedite e contatti via web hanno reso presente a Sidney il mondo intero e portato Sidney in ogni angolo della Terra. È la prima volta che la delegazione più numerosa è quella statunitense con 15 mila presenze nonostante le 20 ore di viaggio necessarie per arrivare; la prima volta che partecipano giovani provenienti dalle isole Molokai, dalle Fiji, da Samoa, dalla Birmania. Tra di loro anche due sopravvissuti al ciclone Nargis che lo scorso 2 maggio ha colpito il paese asiatico. Ben 4500 sono i neozelandesi e oltre duemila quelli che arrivano dalla Papua Nuova Guinea. C’è anche una piccola rappresentanza di sinti arrivati dall’Italia con la Fondazione Migrantes. Ce l’hanno fatta persino alcuni giovani cinesi della Chiesa clandestina, dieci giovani iracheni ed altri dal Pakistan, dal Vietnam, dall’Indonesia. Bandiere di isole sconosciute del Pacifico sventolano a Sidney, compongono un mosaico di popoli e tribù che per noi di questa parte del mondo sono ancora da scoprire. Su You tube, tramite sms, via satellite la Gmg è poi arrivata a tutti.

 

Un impegno speciale quello profuso dai media cattolici che hanno seguito in diretta tutti i programmi. Peccato che altri abbiano dato per lo più notizie marginali. All’insegna dello slogan "Tutti in uno, tutti per Uno" è persino nato un apposito sito multimediale, www.wydcrossmedia. org, risultato di un progetto internazionale che ha visto coinvolti diversi soggetti fra cui Centro televisivo vaticano, DonBosco- Land, H2onews, Korazym, Misna, Movimento dei focolari, Radio vaticana, Telepace e Zenit, per citare alcuni dei più noti. No, non poteva svolgersi da un’altra parte una Giornata mondiale della gioventù il cui tema, tratto dagli Atti degli apostoli, recitava: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni fino agli estremi confini della terra".

Le Olimpiadi del 2000 ci avevano reso familiare l’Australia. L’Opera house e l’Harbour bridge, il gigantesco ponte che collega le sponde della baia di Sidney, ci erano diventati noti. Ma la grande manifestazione sportiva aveva attirato nell’isola-continente 125 mila ospiti nell’intero mese della sua durata. Questa volta sono stati molti di più e in una sola settimana, contemporaneamente. Numeri da record, che hanno superato ogni aspettativa.

 

Non solo cattolici

Un evento che non ha interessato solo i cattolici, qui più che altrove. Nella terra dove la multiculturalità è di casa, dove fedi e culture diverse convivono pacificamente, dove pure la dolorosa questione aborigena ha preso seppure solo di recente la via della riconciliazione, la Gmg ha toccato anche le altre Chiese cristiane presenti, così come ebrei e musulmani. E non solo per gli incontri del papa con i rispettivi rappresentanti, ma anche per il coinvolgimento dei giovani. La Malek Fahd Islamic School, una scuola islamica di Sidney, ad esempio, ha aperto le sue porte a 300 giovani provenienti da Usa e Canada. "Bisogna dimostrare che le verità di fede uniscono – spiega Mazen Bakhour, incaricato dell’accoglienza -. Ecco perché abbiamo scelto di accogliere i giovani cattolici in segno di fratellanza e amicizia".

Non era facile arrivare a Sidney. La posizione geografica che colloca il continente australiano lontano dal resto del mondo, la burocrazia per ottenere il visto, la spesa che richiedeva un viaggio così lungo avevano fatto temere gli organizzatori. È stato necessario quello che il portavoce vaticano padre Lombardi ha definito un atto di fede, cioè il coraggio della Chiesa australiana di invitare a Sidney i giovani del mondo, il coraggio del papa nell’accettare; quello dei giovani (400 mila l’ultimo giorno) di rispondere all’invito. Un investimento per il futuro, come sostengono in tanti. L’annuncio dato da Benedetto XVI, al termine della Gmg di Colonia nell’agosto 2005, che l’edizione successiva si sarebbe svolta a Sidney, aveva suscitato infatti non poca sorpresa. La scelta l’aveva spiegata il papa stesso riconoscendo che l’Australia è uno dei Paesi più secolarizzati del pianeta.

 

Alcuni dati sono preoccupanti. Su 100 mila senza tetto, 22 mila sono adolescenti fra i 12 e i 18 anni; i giovanissimi consumatori di ecstasy superano il mezzo milione; il numero dei giovani dediti all’alcool negli ultimi anni è triplicato; sempre meno sono quelli che superano i test di idoneità fisica e mentale (causa droghe) per entrare nell’esercito; alta è l’incidenza dei suicidi giovanili. In un Paese dove i cattolici sono un quinto di una popolazione che supera di poco i 20 milioni di abitanti, può succedere che non solo non si sappia chi sia il papa, come scrivevamo sulle nostre pagine (vedi n° 12/2008), ma persino che Gesù sia un personaggio tutto da scoprire. Dunque niente di più entusiasmante che accettare una sfida: affrontare una nuova evangelizzazione insieme ai giovani missionari del XXI secolo.

 

Benedetto e i giovani

E l’arrivo stesso del papa fra i giovani riuniti nella spianata di Barangaroo per la cerimonia ufficiale di apertura della Gmg, rimane forse l’icona di questo appuntamento straordinario. Benedetto XVI giunge qui come tanti altri nella storia, migranti, marinai, esploratori e missionari, tanto da dire: Oggi è il mio turno, una volta sbarcato. Arriva su un battello straripante di giovani. Sedici di loro hanno l’opportunità di salutarlo personalmente. Parlano a lungo con lui come vecchi amici, per nulla intimoriti, lo circondano, gli mostrano le bellezze della baia, si raccontano. Non è da solo il papa nel portare ai giovani che l’aspettano l’annuncio dell’amore di Dio. Come già a Colonia e in altre occasioni, anche a Sidney le sue parole chiare e forti entrano nei cuori e nelle menti. A tutti il papa vuole portare la vicinanza di Dio. "So che un buon numero di voi è tuttora alla ricerca di una patria spirituale. Alcuni fra voi, assolutamente benvenuti tra noi, non sono cattolici o cristiani", esordisce. "Ma nessuno è obbligato a rimanere all’esterno". E ricorda come la maggior parte dei pionieri che qui hanno portato il Vangelo erano giovani, alcuni persino non ancora ventenni. Proprio come tanti dei presenti, fra cui, più che altre volte, è notevole la presenza di giovanissimi, non ancora maggiorenni. E poiché la Gmg ruota attorno al tema dello Spirito Santo che dà forza per diventare testimoni, il papa teologo e catechista nella veglia introduce i giovani alla comprensione di questo Dio sconosciuto , comprensione che "persino per il grande Agostino fu una lotta", spiega. "E tuttavia il vescovo di Ippona arrivò a tre particolari intuizioni sullo Spirito Santo come vincolo di unità all’interno della Santissima Trinità: unità come comunione, unità come amore durevole, unità come dono". Da qui l’invito ai giovani: "Fate sì che l’amore unificante sia la vostra misura; l’amore durevole sia la vostra sfida; l’amore che si dona la vostra missione". E, infine, l’invito, nella messa della domenica, ad edificare una nuova era dell’amore. Un amore puro, fedele, libero, aperto agli altri, che dia significato alla vita, ridoni speranza al mondo, argini il dilagare del deserto spirituale, del vuoto interiore, del senso di disperazione . Un amore capace di trasformare le famiglie, le comunità, le nazioni. L’Amore, con la a maiuscola.

Ecco inviata nel mondo, la nuova generazione di apostoli. Prossimo appuntamento a Madrid, nel 2011. Anche se c’è chi sogna una Gmg in Africa o in Cina. Mai dire mai… Sidney intanto ringrazia per quello che il vescovo Fisher, responsabile dell’organizzazione, ha definito uno tsunami della fede che ha travolto tutti lasciando gioia ed entusiasmo.

 

IO C’ERO

Il racconto da Sidney di tre giovani presenti alla Gmg.

"Questa della Gmg era un’esperienza completamente nuova per me – racconta con entusiasmo Leanne, una ragazza cinese non credente -. Mi è piaciuto tantissimo l’incontro di tutti questi giovani. Mi sembra ancora incredibile che 400 mila persone provenienti da 170 Paesi siano state qui. La Gmg è stata una grande festa per tutti i cattolici, ma non solo per loro: è stata una festa eccezionale per ciascuno sulla terra". E riguardo al papa: "Sono rimasta toccata da lui: guardandolo capivo cosa significa possedere la pace interiore". Efficace la testimonianza dei giovani: "Attraverso di loro ho capito la profondità con la quale vivono la loro fede. Per me questa è stata un’esperienza incredibile".

Austin della Corea, come tanti altri presenti a Sidney, le altre Gmg le aveva viste alla televisione: "Questa volta era diverso: io ero dentro questo evento, io ero uno di loro! Era veramente emozionante. All’inizio però mi sono sentito estraneo a tutto quello che succedeva. Ma poi l’unità fra tutti cresceva di giorno in giorno e anche la mia capacità di dare e di buttarmi a fare qualsiasi cosa. Alla fine ho visto che eravamo tutti uno".

Un’esperienza unica per Vicky, cattolica della Nuova Zelanda: "Tutto ad un tratto ho sentito che eravamo nel cuore della Chiesa e non semplicemente ai margini di essa. E ho sentito che questa Chiesa è incredibilmente viva e affascinante". E conclude con uno sguardo alla vita di ogni giorno: "Ogni momento di questa Gmg era per ciascun giovane del nostro gruppo un’avventura. E ho visto che anche la nostra vita con Dio è così: piena di imprevisti e cadute, ma vale sempre la pena di viverla". A cura di Miriam Vender da Sidney

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