Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Persona e famiglia > Salute e benessere

Antibiotici sempre meno efficaci, come affrontare il superbatterio?

di Spartaco Mencaroni

- Fonte: Città Nuova


La notizia di batteri resistente agli antibiotici procura preoccupazione, ma non è in corso un’epidemia. Le cause sono nell’uso inappropriato degli antibiotici adoperati con grande superficialità

antibiotici

La notizia dell’isolamento, dalle urine di una paziente statunitense, di una forma di E. coli resistente agli antibiotici di ultima generazione è rimbalzata nei media internazionali procurando preoccupazione e confusione.

 

È importante chiarire che l’allarme non è legato allo scatenarsi di una sorta di “epidemia”; i microrganismi coinvolti sono quelli che provocano le “normali” infezioni urinarie, specialmente nei pazienti allettati o ricoverati. In questo caso, nello studiare il batterio per individuare il trattamento migliore si è riscontrata resistenza alla Colistina, abitualmente l’ultima arma efficace in caso di resistenza agli antibiotici. Questo dato ha generato molta preoccupazione perché c’è il timore assai concreto che il gene mcr-1, trovato nel batterio e responsabile di questa capacità, si possa diffondere ad altri ceppi presenti nell’ambiente.

 

Il problema della diffusione di batteri sempre più insensibili ai trattamenti assume le dimensioni di una vera emergenza planetaria; i meccanismi con i quali i microrganismi sviluppano resistenza si sono dimostrati molto più rapidi delle capacità di industria e ricerca di individuare nuove e più efficaci molecole con cui sconfiggerli. E la colpa è nostra.

 

Le cause infatti, ben chiarite in un “fact sheet” per il pubblico del centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, risiedono sia nell’utilizzo inappropriato degli antibiotici, adoperati quando non servono e con larga superficialità, sia nel grande utilizzo negli allevamenti animali.

 

Il risultato è l’impossibilità di trattare infezioni anche banali che, specialmente nei pazienti in condizioni critiche, possono progredire senza controllo. L’incremento della diffusione di questo problema, particolarmente grave nel nostro Paese, comporta il rischio reale di avviarci verso un era “post-antibiotica”, nella quale la mortalità di complicazioni o infezioni oggi banali tornerebbe ad essere elevata e diventerebbero impossibili procedure come i trapianti, le chemioterapie, il ricorso a terapie intensive di supporto. Un passo indietro di decenni, dalle conseguenze difficili da immaginare.

 

L’utilizzo responsabile delle terapie antibiotiche è l’unico fattore in grado di prevenire il fenomeno che, nei Paesi dove viene applicato in modo efficace, è molto meno grave; ma questo richiede l’applicazione rigorosa di regole semplici, da parte di medici e pazienti.

 

È importante capire che le terapie antibiotiche, specie quelle “fai da te” o inutilmente applicate, possono aprire la strada alla proliferazione dei germi multiresistenti eventualmente presenti: essendo insensibili agli antibiotici, questi si trovano avvantaggiati dalla scomparsa di batteri innocui, che vivono nel corpo umano e impediscono la crescita dei “superbatteri”. I quali, a quel punto, diventano invincibili.


Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876