Anthonius Agung non è scappato

Palu: scosse di grado 7,7 Richter e poi un devastante maremoto. Oltre 800 morti e un numero indefinito di dispersi, ancora in parte sotto le macerie. Eppure gli atti di eroismo non mancano

L’isola di Salawesi è una delle 17.508 isole (altre stime parlano di 18.307) che formano l’Indonesia, un immenso Paese di 261 milioni di abitanti, dove si parlano circa 700 lingue diverse con 300 gruppi etinici diversi tra di loro. Salawesi è quella maggiormente colpita dal sisma e poi dallo tsunami che ne è seguito: un maremoto, un’onda gigantesca che si è formata in seguito alla scossa sismica avvenuta in mare. Una tremenda scossa che si è aggira tra i 7,5 e 7,7 gradi di magnitudo.

Muhammada Syaugi, capo del servizio nazionale di soccorso, ha affermato ai giornalisti presenti nella città di Palu che la situazione è drammatica: che si sentono ancora persone urlare da sotto le macerie dell’albergo Roa-Roa, di 8 piani, ma non ci sono i mezzi per poterli soccorrere tutti, visto che tutta la città è stata colpita e semidistrutta. Si pensa che siano circa 50 le persone rimaste sotto le macerie solo nell’albergo. Il portavoce del ministero dell’Informazione indonesiano, Sutopo Purwo Nugroho, ha affermato che al momento il bilancio ufficiale è di 832 persone decedute, solo a Palu, senza considerare la costa dell’isola, dove sulla spiaggia, per esempio, al momento preciso dell’arrivo dell’onda killer, decine di centinaia di persone stavano prendendo parte ad un festival stagionale: di costoro non si sa più nulla. Un bilancio destinato pertanto a salire. Tante parti dell’isola sono isolate, ancora irraggiungibili dopo il sisma.

Venerdì, all’arrivo della scossa, un giovane controllore di volo era di servizio all’aeroporto di Palu, quando si è letteralmente sentito mancare la sedia sulla quale era seduto e l’edificio ha iniziato a cedere. Come riferiscono i media locali, Anthonius Gunawan Agung, a differenza dei suoi colleghi di lavoro, non ha abbandonato il posto di lavoro. È rimasto, da solo nella torre di controllo al Mutiara Sis Jufri Airport, mentre tutti scappavano e si mettevano in salvo. C’erano dei voli in fase di decollo: il Batik Air flight 6321, ad esempio, stava per decollare e aveva bisogno dell’ultima autorizzazione necessaria. Era un momento molto delicato. Soprattutto le crepe sulla pista di atterraggio stavano paurosamente facendo la loro apparizione. Anhonius ha controllato che tutto fosse pronto ed ha dato l’ok per la partenza, mettendo così in salvo i passeggeri e l’equipaggio. Una volta assicurato che nessun volo avesse subito conseguenze, Anthonius ha cercato di mettersi in salvo, ma ormai era troppo tardi: saltando dalla torre che stava cadendo proprio in quel momento, ha riportato ferite gravi. Soccorso prontamente, è stato subito portato in un piccolo ospedale e poi in elicottero verso una struttura più adeguata, ma è deceduto ancor prima che l’elicottero potesse atterrare vicino all’ospedale di Palu. Mancava giusto un mese al suo 22esimo compleanno.

Il tributo a Agung Anthonius è stato unanime, ed il portavoce per la navigazione aerea indonesiana, Yohannes Sirait, ha affermato che il suo atto eroico ha potenzialmente salvato la vita a centinaia di persone. «Ha dato l’ok per quel volo ed ha aspettato che il volo fosse al sicuro, senza più pericolo per i passeggeri: un volo con centinaia di persone a bordo che poteva essere lasciato in pericolo. Sfortunatamente lo abbiamo perso». Centinaia di persone hanno voluto inviare messaggi di cordoglio attraverso i social media mentre i soldati, in picchetto d’onore, portavano il suo corpo verso la sepoltura. AirNav Indonesia, l’agenzia di navigazione aerea indonesiana, ha annunciato anche via twitter, che Anthonius Gunawan Agung è stato promosso di due ranghi per il suo atto eroico e la sua bravura, e per aver dimostrato «una tremenda dedizione» al suo lavoro. La pista dell’aeroporto di Palu, lunga 2,5 km, ha perso, dopo la scossa di terremoto, ben 500 metri di asfalto. Ora, solo i mezzi di soccorso possono atterrare.

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