Anche i cavernicoli disegnavano

“Franco, il nostro bambino di sei anni, frequenta da poco la prima elementare. Con nostro stupore, lo psicologo ci ha detto che è un po’ in ritardo nello sviluppo psichico, mostrandoci alcuni suoi scarabocchi. Dal punto di vista psicologico è possibile trarre conclusioni simili dall’esame dei disegni? Quanti hanno conosciuto il nostro bambino l’hanno considerato normalissimo. È così importante il disegno anche alla sua età?”. Genitori allarmati Fin dall’epoca delle caverne il disegno, la rappresentazione grafica, sono un modo umano di esprimersi. Per questo consiglierei ai genitori di lasciare la parete di una stanza libera per far sbrigliare la fantasia dei piccoli pittori: potrebbe risultare un interessante e valido mezzo per evitare – specie nei bambini che vivono in città – la negativa e passiva fruizione della tv. Per i bambini, disegnare è una importantissima e spontanea attività da incoraggiare già dopo gli 11 mesi di vita, dando loro carta, matite e un comodo tavolinetto. Il piccolo si eserciterà a scarabocchiare affascinato, cercando di impugnare sempre meglio la matita. Tra i 15 e i 24 mesi comincerà a disegnare, pur senza alcuna intenzione di rappresentazione. Fino ai 30 mesi affinerà sempre più la tecnica, disegnando movimenti a zig-zag, tondi, spirali. Poi, dagli 1 ai 4 anni, con l’acquisizione del linguaggio e del pensiero simbolico, comincerà a dare un nome ai suoi scarabocchi ed a produrre i primi abbozzi di figura umana. Ho voluto riportare queste informazioni per sottolineare una attività spesso poco curata, che andrebbe invece incoraggiata, partecipando ai piccoli successi ottenuti, senza intromissioni e correzioni. Se attraverso i disegni lo psicologo ha notato un ritardo nello sviluppo psichico di Franco, niente paura: non farsene un problema, ma averlo presente per provvedere.

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