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Italia > Politica

Amministrative in Sicilia senza vincitori assoluti

di Francesca Cabibbo

- Fonte: Città Nuova

La Lega avanza ma non sfonda. Flessione del M5S. Alleanze anomale tra centro destra e centro sinistra

ANSA

C’era tanta attesa sul voto siciliano. Un passaggio importante in una regione che, appena un anno fa, ha visto il trionfo del movimento 5 Stelle, che ha sbaragliato gli avversari nei collegi uninominali nel voto nazionale.

C’era attesa anche alla luce dei recenti risultati che, in altre regioni, avevano visto l’avanzata della lega e del centrodestra ed una sostanziale flessione dei 5 Stelle. Così è stato anche in Sicilia, ma con percentuali decisamente inferiori. Il movimento 5 Stelle ha perso tutti i comuni dove aveva eletto un sindaco.

A Bagheria ha vinto Fabrizio Tripoli, candidato sostenuto da un’ampia coalizione di centrosinistra. I 5 Stelle sono solo terzi.

A Gela, altro comune dove era stato eletto un sindaco grillino (subito dopo, però, fuoriuscito dal movimento) il ballottaggio sarà tra un candidato di centrosinistra ed uno sovranista. I 5 Stelle sono quarti. I grillini tengono a Caltanissetta dove il candidato andrà al ballottaggio, così come a Castelvetrano.

La Lega avanza, ma non sfonda. Il sindaco leghista viene eletto solo a Motta sant’Anastasia. Confermato Anastasio Carrà, cinque anni fa eletto con un altro schieramento, poi transitato alla Lega. La sua città lo ha confermato per altri cinque anni. Stavolta, l’elezione è avvenuta sotto l’egida del Carroccio.

Nei sette comuni dove era previsto il ballottaggio, due sindaci sono stati eletti al primo turno. Detto di Bagheria, con l’elezione di Filippo Tripoli, resta da aggiungere anche Acicastello, dove Carmelo Scandurra (Pd e Liste civiche) ha prevalso al primo turno.

La Lega va al ballottaggio a Gela e Mazara del Vallo: un dato non da poco se si considera che si tratta di una città con un’altissima presenza di immigrati. Il sindaco di Mazara, Nicola Cristaldi (ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana), esponente storico della destra, era a fine mandato. Si era candidato a Calatafimi. Non ce l’ha fatta. Anche nella sua Mazara, la candidata da lui sostenuta non è arrivata al ballottaggio.

Il centrodestra (talvolta alleato con il Pd o con civiche, com’è avvenuto a Gela e Monreale) raggiunge quasi ovunque il ballottaggio.

Il centrodestra raggiunge il ballottaggio in più comuni, in alcuni casi con alleanze anomale con il Pd, com’è accaduto a Monreale e Gela. Il Pd ed il centrodestra registrano una sostanziale tenuta. Il voto del 14 maggio dirà se Lega e 5 Stelle riusciranno ad eleggere dei sindaci, se il centrodestra o il Pd riusciranno nell’intento.

Tra i sindaci eletti ci sono due ex consiglieri regionali (o deputati, come vengono definiti in Sicilia, giacché l’Ars viene considerata il “parlamento regionale”):  Giuseppe Laccoto a Brolo e Maria Grazia Brandara a Naro. Sono stati sconfitti, oltre a Cristaldi, anche Salvino Caputo a Monreale. Caputo è sott’inchiesta per alcune presunte anomalie nel voto delle regionali di 18 mesi fa, quando Salvino Caputo era in candidabile (per vicende giudiziarie in corso) e venne candidato il fratello Mario Caputo.

Il voto siciliano si conclude, sostanzialmente, senza vincitori, né vinti. Non c’è un vincitore assoluto. C’è una netta flessione del movimento 5 Stelle, ma il dato si attutisce se si considera che nelle amministrative i grillini hanno sempre sofferto. Ma è un dato di fatto che perdono città importanti, come Bagheria e Gela, dopo aver lasciato, appena dieci mesi fa, un capoluogo come Ragusa. Sottolineiamo un dato: i sindaci 5 stelle (o ex, come nel caso di Gela) non erano ricandidati. Perché espulsi dal movimento, per scelta personale o perché coinvolti in polemiche varie. Ma è un dato che dice come un movimento giovane fatichi a radicarsi e soprattutto fatichi a confrontarsi con la realtà della vita amministrativa. Si dice spesso: governare è cosa ben diversa dal fare opposizione.

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