Amico cane.

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Facile prendersela con chi non ha la parola… È certamente un grave errore umanizzare gli animali e i cani in particolare, ma anche non comprendere come il rapporto tra l’essere umano e il proprio cane mette in risalto la sensibilità della persona (…). Portando i miei cani a passeggiare, mi trovo a conversare con persone di ogni ceto sociale. Ho costatato quanto il legame che si crea generi occasioni di incontro, un senso di responsabilità che lega alla vita, e al creato. Giovanni Bellofiore Per loro siamo meravigliosi così. In questo momento abbiamo due cani che ci costano, per una sana ed equilibrata alimentazione, quanto un pacchetto di sigarette al giorno! Mia figlia ha imparato ad accudire e rendersi responsabile di un essere vivente che l’ha vegliata e l’ha aiutata ad aprirsi al mondo. E mia mamma, non più in grado di uscire da sola, trova grande gioia nel passare le sue giornate con i nostri cani. Il loro comportamento ci è spesso servito per meditare sul nostro comportamento: vivono l’attimo presente. Sono sempre pronti a ricominciare, non ricordando il nostro malumore e la nostra indifferenza, se non la nostra violenza. Possiamo essere belli, brutti, ricchi, poveri, puliti, barboni… il loro è amore incondizionato. Lidia Basso Viara Al mio cane Igor e al mio amico missionario. Il mio ambulatorio è una vecchia casa di campagna ristrutturata in mezzo a palme, ulivi e fichi. Per il turno di guardia notturno ho un cane, Igor. È uno schnauzer di media taglia, mantello pepe e sale come il suo carattere. Me lo hanno ceduto che aveva circa due anni, perché mordeva. Agli inizi, il mio rapporto con lui non è stato semplice: mi avvicinavo come un vecchio domatore di leoni con la sedia. Poi ci siamo a poco a poco conosciuti, fidati, rispettati. Adesso è un cane vecchio, sordo. Ho un amico missionario che ha passato i migliori anni della sua vita in Africa. Sa cosa è la fame, la disperazione, l’ingiustizia, la morte innocente. Ha profuso così tante energie da ammalarsi. È venuto a trovarmi in campagna. A un tratto si fa serio e manifesta tutto il suo disagio per l’attenzione, la cura e le spese che i popoli dell’Occidente hanno verso gli animali da compagnia, quando in altre parti del mondo la gente muore di fame e malattie. Non gli ho risposto. Ho guardato Igor e mi domando che colpa ne ha lui delle guerre, delle ingiustizie, dei bambini che muoiono di fame (…). Lo accudirò sino alla fine. Continuerò a lasciare mensilmente, per quel che posso, una somma per chi ne ha bisogno, continuerò a stare attento alle mie spese senza mai eccedere, un giorno dovrò renderne conto. L’amore non ha mai escluso niente e nessuno; me lo ha insegnato, tanto tempo fa, una donna nata a Trento. Leonardo Angelillo La risposta dell’amore. Prima di tutto grazie delle legittime critiche che non solo capisco, ma rispetto profondamente. Ho sempre avuto tanti animali, amati e rispettati. Ma quando a casa mia madre mi vedeva dare al cane o al gatto un pezzo di carne dal mio piatto mi rimproverava, e continuo a pensare che il suo fosse un gesto saggio e umano, di chi veniva da una famiglia povera, che ha sofferto la fame. E anche Francesco chiamava il lupo fratello, ma prima aveva baciato il lebbroso. Comunque la mia unica intenzione voleva essere in positivo: ricordare l’importanza di amare, soprattutto le persone. Solo l’uomo è immagine e somiglianza di Dio, ci dice la Bibbia. Invece sono preoccupato oggi di vedere l’essere umano (meno docile e ubbidiente degli animali) sostituito da mille cose, tutte belle, ma che persone non sono. Poi, su un piano diverso, ma non per questo senza valore, si amano anche gli animali che, soprattutto in certi momenti della vita, sono compagni di viaggio preziosi e insostituibili. Luigino Bruni

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