Amare la Chiesa dell’altro come la propria. Klaus Hemmerle e l’unità  dei cristiani

Nella luce del carisma dell’unità, Hemmerle matura come teologo e come vescovo una profonda sensibilità ecumenica che dà luogo non solo ad eventi e incontri particolarmente significativi, ma anche ad un pensiero radicalmente nuovo e ad una metodologia in campo ecumenico che hanno come radici i cardini della spiritualità di Chiara Lubich: la Parola, Gesù in mezzo, l’Unità, Gesù abbandonato, Maria. Questo studio intende mettere in rilievo tali punti nodali, che vengono letti in riferimento al particolare stile ecumenico di Hemmerle, al suo pensiero, e alla pionieristica esperienza dei convegni ecumenici di vescovi amici del Movimento dei focolari, dove i vescovi delle diverse chiese effettuano il patto dell’amore reciproco promettendo di «amare la chiesa dell’altro come la propria». Un’esperienza e una metodologia ecumenica maturate nel rapporto con Chiara Lubich, che oggi possono essere un efficace dono alla Chiesa e al suo impegno ecumenico a 50 anni dal Concilio Vaticano II.

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